Gruppo: Yayla
Titolo:  Nihaihayat
Anno: 2013
Provenienza:  Turchia
Etichetta: Merdumgiriz
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TRACKLIST
  1. Integumental Grasp
  2. Through The Sigil Of Hate
  3. Immortalizing The Nine
  4. Disguises Of Evil
  5. In Senility
DURATA: 51:41
 

Il Medio Oriente ha già da tempo dimostrato il proprio valore all'interno della scena Black Metal, a partire dai Melechesh passando per Ekove Efrits fino ai più recenti Al-Namrood ed Episode 13 i risultati sono stati spesso più che buoni. Nei meandri più underground di questa scena si muove Yayla, one man band turca giunta al quarto full intitolato "Nihaihayat" che non mi era capitato di incrociare nonostante apprezzi la musica prodotta in questa area.

Se come me non sapete cosa aspettarvi di preciso, vi consiglio di guardare bene la copertina poichè è uno di quei casi in cui rappresenta alla perfezione le sonorità proposte: è un Black arido ma profondo, l'impressione è di essere imprigionati nei tetri sotterranei di qualche misterioso santuario circondato solamente dalla sabbia di un deserto che lentamente penetra e intimorisce il malcapitato ascoltatore. Il sound è saturo, l'uso del riverbero sulla voce infonde oscurità sia nelle fasi in clean, dal retrogusto quasi cerimoniale, che in quelle in scream, decisamente più demoniache; anche la drum machine ne trae vantaggio, i suoni di base sono comunque buoni e non fanno pesare l'assenza del tocco umano ma è l'effettistica catacombale a renderla veramente efficace, oltre al fatto di essere stata programmata molto bene. Notevoli i riff, lo stile è puramente Black sia nella loro struttura che nel modo in cui vengono riproposti più e più volte ma alternano con naturalezza passaggi orecchiabili ad altri più furiosi; in entrambi i casi la qualità c'è, tanto che la ripetitività a tratti ossessiva non risulta per niente pesante, sembra anzi una tormenta di sabbia che mantiene costante la propria distruttività e non accenna a diminuire per un lasso di tempo non indifferente. Le tre tracce "principali" sono infatti tutte sopra i dieci minuti di durata e sono racchiuse da un'intro ed un'outro di sola tastiera dal sapore desertico, la quiete prima e dopo la tempesta.

Non ho ascoltato i precedenti lavori di Yayla, pertanto non conosco l'evoluzione che ha avuto il progetto; di certo con "Nihaihayat" mostra le proprie capacità e maturità, è un album che potrebbe risultare molto gradevole a chi ama il lato più atmosferico e profondo del Black Metal. Un'altra gradita conferma di come la scena orientale sappia rendersi interessante.