Informazioni
Gruppo: Apparition / Aek Gwi / Fenrisulf / Juno Bloodlust / Svar Fra Hedensk
Anno: 2010
Etichetta: Zero Dimensional Records
Contatti: www.myspace.com/apparitionkr - www.myspace.com/aekgwi - www.myspace.com/blackfenrisulf - www.myspace.com/junobloodlust - www.myspace.com/svarfrahedensk
Autore: Insanity

Tracklist
Apparition
1. Intro / A Souls of Black Knight
2. 梅花之道 (The Way Of Asura)
3. 鬼 哭 聲 (Revengeful Ghost's Outcry)
Aek Gwi
4. 黑骨
5. 假面鬼
6. 柳木
Fenrisulf
7. Sad End II
8. Eternal Separation
9. In The End Of The Sacrifice
Juno Bloodlust
10. Total Eclipse, Sinister Prophet
11. In This Coffin Of Immortelles
Svar Fra Hedensk
12. 血の記憶
13. 尊厳

DURATA: 01:09:54

A.A.V.V. - Oriental Abyss È innegabile che negli ultimi anni in Asia stiano nascendo sempre più band Black Metal di qualità non indifferente, spesso ignorate solamente per la loro nazionalità (sì, nel 2011 c'è ancora chi crede che il Black Metal debba essere scandinavo o ancora peggio norvegese). A chi ha il coraggio di andare oltre il proprio naso consiglierei l'ascolto di questo split intitolato "Oriental Abyss", in cui ben cinque band coreane e giapponesi uniscono le forze per dar vita ad un disco che vuole esaltare la crescente scena orientale.

Ad aprire le danze troviamo Apparition, progetto coreano già avviato con un full e due demo all'attivo. Indubbiamente un bell'inizio, è un sound basato molto su un riffing melodico che pur facendo il verso alle sopra citate sonorità scandinave mostra una certa personalità nelle composizioni. La durata delle tracce è relativamente alta, tutti i tre brani sono sopra i sette minuti, ma l'unico membro Musin Chiu riesce a non annoiare l'ascoltatore inserendo arpeggi di buona fattura, ascoltare la terza "Revengeful Ghost's Outcry" per avere un'idea. Particolare quanto gradevole l'idea di usare sample di pianti nei passaggi atmosferici. La produzione, relativamente sporca, contribuisce a creare un certo alone malefico che ai fan del genere non sarà certo sconosciuto.

Già che si parla di qualità del suono, è il caso di passare alla seconda band: Aek Gwi, altra one man band coreana, suona un Black Metal tirato e sporco, nulla di nuovo sotto il sole. Eppure, grazie ad uno scream leggermente effettato ma dal tono molto demoniaco riesce a conquistare l'attenzione dell'ascoltatore: lamenti, urla più o meno acute, growl, si percepisce una certa passione per i fantasmi riscontrabile anche nei testi. È come se la musica diventasse soltanto uno sfondo per la voce, sicuramente c'è ancora molto da lavorare ma l'idea sembra essere buona e il sound ha un che di spettrale. Una maggiore varietà senza dubbio non guasterebbe, soprattutto nel drumming, veramente troppo monotono; inoltre i riff sono difficilmente udibili, messi così da soli suonano un po' vuoti, sarebbe una buona cosa valutare la possibilità di inserire synth o parti Noise, a seconda della direzione che il mastermind vuole prendere.

Ci trasferiamo in Giappone per trovare i Fenrisulf, quartetto della capitale che ci propone un sound decisamente più volto all'atmosfera: arpeggi, synth, mid tempo sono le componenti principali di questa realtà. Ancora una volta però la voce si rende protagonista, se il nome Nattramn vi ricorda qualcosa avrete già capito di cosa parlo: urla acute e per molti sicuramente ridicole, purtroppo la produzione non aiuta dato che troppo spesso queste ultime sovrastano tutto il resto. Una maggiore cura dietro il mixer, ma soprattutto un leggero riverbero sulla voce avrebbero reso l'idea più gradevole. Oltre a questo difetto le composizioni sono relativamente ben fatte, i tre brani sono veramente piacevoli, con un po' di lavoro i Fenrisulf potrebbero diventare davvero interessanti.

A seguire troviamo una band nuova di zecca, Juno Bloodlust debutta con due tracce proprio con questo split. Il suo è un Black sinfonico ma comunque bello pestato che fin da subito mostra un buon lavoro alle tastiere che vengono sapientemente mischiate e alternate ai riff di chitarra. Il risultato sembra essere prodotto da band con una notevole esperienza, mi sorprende vedere che al tempo delle composizioni l'unico membro non aveva mai suonato in altre band. Può sembrare esagerato, ma le sonorità ricordano molto da vicino gli Anorexia Nervosa. Oltretutto vorrei far notare che da marzo sono entrati a far parte della band due torinesi, Summum Algor (Adversam, Nefarium) e Negatium Corporis, entrambi attualmente anche nei Torvara.

Il compito di chiudere il disco spetta a Svar Fra Hedensk, ennesima one man band con una discreta produzione all'attivo: due split sotto il monicker Fra Hedensk Tid, un demo ed un full length. Il suo Black Metal è lo-fi, ma i riff sono perfettamente distinguibili e più di una volta risultano ben composti seppur semplici. Le parti in cui la batteria è sparata a mille sono evitabili, un sound basato su mid tempo o comunque ritmi non troppo elevati renderebbe di più.

Come avrete capito lo split mette in mostra diversi stili, ognuno con le proprie caratteristiche e particolarità e per questo motivo chiunque può trovare qualcosa di proprio gradimento. Prendetelo come una buona occasione per conoscere la scena underground dell'est, fermo restando che le band già affermate non mancano, l'Asia non è così estranea al Black Metal come alcuni credono o vogliono credere e questo disco ne è una piccola dimostrazione.