Gruppo: Windbruch
Titolo:  Collision Of The Worlds
Anno: 2009
Provenienza: Russia
Etichetta: Sun & Moon Records
Contatti:

Myspace

 
TRACKLIST
  1. Day I (With The Sunrise)
  2. Day II (Inhale - Exhale)
  3. Day III (Onslaught)
  4. Day IV (On The Edge)
  5. Day V (She Is Forgotten)
  6. Day VI (Collision Of The Worlds In Your Mind)
  7. Day VII (Stairway To Heaven)
  8. [Traccia bonus cover]
DURATA: 43:16
 

"Collision Of The World" è il debutto discografico per la one-man band russa Windbruch, guidata da I.O. Le otto tracce presenti in scaletta (il retro di copertina ne conta solamente sette, l'ultima è un bonus "nascosto") vedono delinearsi un suono che prende le mosse dal depressive black metal per poi attenuare e ridimensionare la componente grezza, messa da parte in favore di una discreta potenza del suono, ma sopratutto di un approccio fortemente malinconico e struggente. Solamente la prova vocale mantiene i connotati del tradizionale suicidal: lo scream, quasi un ringhio, distante e sofferto, però è presente solo in alcuni frangenti.

I numerosi campionamenti di rumori ambientali quali il frinire dei grilli ("Day V"), il battere della pioggia e il rombo del tuono ("Day III") contribuiscono a rafforzare l'atmosfera di stampo naturalistico e piuttosto intimo nella quale si collocano i vari passaggi acustici e le melodie angosciose e talvolta rassegnate. Melodie che risentono anche dell'influsso post-rock presente in band quali gli Svarti Loghin, come è evidente nella seconda parte di "Day II".

Per apprezzare un'opera come "Collision Of The Worlds" è necessario, una volta di più, entrare in sintonia emotiva con le note e possedere un animo capace di essere toccato dai paesaggi incantevoli e dalle meraviglie che la natura offre. D'altronde lo stesso libretto, ricco di suggestive e incantevoli immagini, ci informa che quella che stiamo ascoltando è musica sognante e carica di sentimenti "ultraterreni" e spirituali. Per questo motivo probabilmente si potrà sorvolare ad esempio sull'eventuale carenza di varianti ritmiche proposte dalla batteria, talvolta troppo minimale e ripetitiva, nonché poco organica a livello di suoni e forse leggermente fredda, problema il primo che si può riscontrare in numerosi progetti solisti.

A livello stilistico-compositivo il disco si mostra onesto, semplice e diretto, è stata imboccata una direzione abbastanza personale ed esistono i margini di miglioramento per realizzare pezzi ancora più convincenti. Astenersi però amanti del rozzo e dello sguaiato a tutti i costi.