Gruppo: Paradise Lost
Titolo: Gothic
Anno: 1991
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Peaceville Records
Contatti:

Sito web  Facebook  Twitter  Last.fm  Myspace

 
TRACKLIST
  1. Gothic
  2. Dead Emotion
  3. Shattered
  4. Rapture
  5. Eternal
  6. Falling Forever
  7. Angel Tears
  8. Silent
  9. The Painless
  10. Desolate
DURATA: 39:24
 

Negli ultimi anni si parla di Gothic e troppo spesso si sentono nominare band come Lacuna Coil, Epica, Nightwish o addirittura gli HIM, cosa che per certi versi mi fa alquanto rabbrividire, visto che se faccio mente locale il primo nome che mi sovviene non può essere che quello dei Paradise Lost, che con il loro disco "Gothic" hanno dato vita vera al filone.

Si parla di tempi in cui gli Anathema e i Katatonia di rock alternativo non avevano nulla e suonavano pesante dando alla luce perle del calibro di "Crestfallen" e "Dance Of December Souls" o i My Dying Bride mettevano fuori la testa con "As The Flower Withers". Il sound era scuro e cupo e, se è vero che i Paradise furono i primi a innestare nei loro brani degli sprazzi di tastiera e voce femminile a dare un tocco melodico personale, è anche vero che riuscirono a creare un sound talmente proprio e riconoscibile al primo ascolto da rendersi inconfondibili. Un'anima che si confrontava con death, rallentamenti doom e lievi accelerazioni che tendevano al thrash, il tutto condito con melodie amaramente dolci. Disco dopo disco il loro suono mutò, ma tutto ebbe inizio da "Gothic".

Basta ascoltare una "Dead Emotion" nel suo variegato composto che apre le braccia a quelle che erano le influenze ponderatamente chiamate in causa della band. La successiva "Shattered" vive di anima completamente diversa e più melodicamente abbordabile, meno decadente e più metallicamente presente, la voce di Nick Holmes mette di lato il classico growling per dar vita ad un'interpretazione profonda e rauca che alle volte si lascia andare in brevi e soffocate urla. Si può trovare difetto a un album composto in maniera più che oculata e dove ogni singola nota spande atmosfere cupe e celate di un nero profondo che non ha nulla a che vedere con ciuffetti emo e cantantesse con petti in bella mostra?

Così si viene rapiti in successione da una oscura "Rapture" o dalla coinvolgente e andante "Eternal", talmente orecchiabile nel suo essere da risultare anti-commerciale vista la piega che ha preso questo termine; andare che si evidenzia nelle successiva "Falling Forever", per poi dare spazio ad "Angel Tears", strumentale che fa da ponte prima che i toni tornino a essere accentuatamente cupi con "Silent", riproiettando il lato ancorato al suono matrice da cui deriva la loro ispirazione, ricca sì di riff ad ampio respiro ma con un forte alone grigio cinereo, una coltre densa che le note marchiano in modo netto. La velocità aumenta infine con "The Painless" che assesta l'ultimo colpo deciso, prima che l'outro "Desolate" ci consegni all'oblio della fine.

Un disco monumentale, uno di quelli che ritengo sia essenziale conoscere se ci si vuole avvicinare al genere, uno di quelli che consiglio se si vuole ascoltare buona musica, un album semplicemente da avere!