Gruppo: Bolt Thrower
Titolo: Realm Of Chaos
Anno: 1989
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Earache Records
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TRACKLIST
  1. Intro
  2. Eternal War
  3. Through The Eye Of Terror
  4. Dark Millennium
  5. All That Remains
  6. Lost Souls Domain
  7. Plague Bearer
  8. World Eater
  9. Drowned In Torment
  10. Realm Of Chaos
  11. Outro
DURATA: 38:12
 

Per la serie "l'angolo del nonno", ecco a voi la recensione di una musicassetta (ebbene sì, alcuni di voi piccini le possono ancora scovare nei reperti archeologici dei genitori) dell'album dei Bolt Thrower intitolato "Realm Of Chaos". Siamo nel 1989, i cd muovono i loro timidi passi, il vinile imperversa ancora (che bello!) e i Bolt Thorwer — sconosciuta band di Coventry che aveva debuttato l'anno precedente con il vinile "In Battle There's No Law" — escono con "Realm Of Chaos".

Il loro secondo album è puro, semplice e maestoso GRIND. Sì, perché i Bolt Thrower sono tra quegli antesignani, insieme ai colleghi e conterranei Napalm Death e Carcass, che hanno fondato il genere e che sono stati prodotti in blocco dall'etichetta Earache (britannica pure lei).

La prima cosa che salta all'occhio è l'impatto grafico dell'album, molto ben curato, con illustrazioni di ottimo pregio. Questo è dovuto al supporto dato ai Bolt Thrower da una ditta di giochi da tavolo, la Games Workshop di Notthingham, che fu disposta a cedere alcune tavole disegnate dai propri illustratori per l'album in questione (lo stesso titolo "Realm of Chaos" deriva da uno dei supplementi prodotto dalla ditta).

Ma arriviamo alla musica: si parte con una intro malsana, dove un parlato cavernoso e rumori di macchinari (grind?) ci accompagnano verso la prima traccia "Eternal War". "Guerra Eterna" ci spara in faccia un growl micidiale, accompagnato da un muro di chitarre e basso che fa tremare le fondamenta della casa, se avete delle casse con dei coni decenti. Basta guardare l'equalizzatore dello stereo per accorgersi che il mixing dell'album satura le frequenze basse. Non aspettiamoci certo una registrazione al top come quelle odierne, ma senz'altro con un suono nitido avremmo perso quel lato grezzo che contraddistingue il lavoro.

Per il periodo questo album, con il suo uso del growl e delle chitarre ribassate a livelli inimmaginabili, era qualcosa di impensabile e completamente innovativo. Come disse la bassista Jo Bench in un'intervista a proposito del suono conferitogli: nessun bassista dovrebbe suonare a quelle frequenze, le corde del basso sembravano spaghetti. La struttura delle canzoni è un'alternanza di parti grindcore, contraddistinte da un ampio uso di rullate e di doppia cassa continua, e di parti più cadenzate (che poi prenderanno il sopravvento negli album successivi, facendo muovere la band verso sonorità Death Metal).

I testi della band si focalizzano interamente sulla descrizione del mondo apocalittico inventato dalla Games Workshop per il loro gioco Warhammer 40.000, nel quale si narra della lotta eterna tra gli umani e le creature partorite dagli Dei del Caos in un lontano futuro senza speranza. Pezzi come "Plague Bearer" (portatore di peste) o "Drowned in Torment" (affogato nel tormento) investono l'ascoltatore con macinanti riff di immediata assimilazione, che poi si perdono in un caos sonoro che inizia a ogni stacco grind.

Il brano che spicca su tutti è "Wold Eater" (mangiatore di mondi), dove abbiamo l'inizio di una saga che ritornerà in ogni album successivo (unica esclusione "...For Victory"): in ciascuna uscita del gruppo uno dei pezzi ha lo stesso riff iniziale e finale di questa canzone, che oramai è il vero inno dei Bolt Thrower. Basti pensare che il loro fan club si chiama proprio World Eaters.

"Realm Of Chaos": una pietra miliare da avere, se si vogliono conoscere i dischi che hanno segnato la storia del Death Metal!