Informazioni
Gruppo: Burial Ritual
Anno: 2009
Etichetta: Self Released
Autore: Mourning

Tracklist
1. Tower Of Silence
2. Blood Feud
3. Sectarian Death Squad
4. Cannibalistic Tendencies
5. Atop The Funeral Pyre
6. Benedicts Last Breath
7. Fantasy Of Rape
8. The Gathering Storm

DURATA : 31:44

I Burial Ritual sono una delle tante band che popolano il sottobosco dell’underground death metal americano che alle volte regala delle prove di una qualità superiore al cospetto di certi mostri sacri ormai forse fossilizzati o che hanno dimenticato cosa sia il death metal (vedasi Obituary).
“Tower Of Silence” è un viaggio di appena trenta minuti nella semplicità più assoluta e con il comandamento unico di colpire e farlo nel modo più corretto possibile.
Ci troviamo dinanzi ad un esempio canonico e violento che nelle sue otto tracce prende spunto sia dalle radici più thrash del genere senza disdegnare qualche piccola inserzione blackish che però non snatura un’anima che è profondamente radicata nello stile classico.
Si sentono passaggi dichiaratamente Bay Area che rimembrano i Cannibal Corpse, riff che rimandano ai Morbid Angel e quell’appeal thrashy che solo gente come Possessed, Slayer e Slaughter riuscì a infondere in maniera netta al death.
Il lavoro di XvII in fase di songwriting è prettamente old school e non potrà che far felici i tanti che stanno apprezzando il ritorno d’onda su queste sonorità così come la voce di Chris è cavernosa al punto giusto.
Brani come “Blood Feud” accoppiata con “Sectarian Death Squad” formano un binomio di tutto rispetto in cui la prima più sludge viene seguita da una veloce e spaccacranio.
A seguire è il turno di “Cannibalistic Tendencies” che sembra un vero e proprio tributo agli act del passato ascoltandola non vi verrà difficile indovinare da quale fonte abbiano attinto e il risultato è molto più che buono.
“Atop The Funeral Pyre” e “Fantasy Rape” sono due capitoli alquanto diversi, il primo più doom oriented, con passaggi frenati e intro ed outro acustico ad adornarla, mentre il secondo è quello più malato nell’interpretazione e nelle liriche: una bella scarica d’adrenalina che si riceve in diverso modo ma che dona il giusto effetto in egual maniera.
Il disco si chiude con “The Gathering Storm” che fa da outro smorzando i toni sino a scemare.
Una prova onesta e che non ha pretese se non quella di farvi godere per tutta la sua durata con una dose di metal suonato e composto a dovere, dischi così son sempre i benvenuti.