Gruppo: Carnal Lust
Titolo:  Dawn Of The Hatred
Anno: 2008
Provenienza:   Francia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST
  1. In The Meandering Deep Of My Anger (666/999)
  2. Not A Prophecy
  3. C.H(Uman) 4
  4. Humanity’s Annihilation
  5. Psychosis
  6. Battlefield/Graveyard
  7. Dawn Of The Hatred
  8. 1139
  9. 1140
  10. Vox Populi
  11. Fascination Street [Cover The Cure]
DURATA: 48:07
 

Ricordo ancora quando per istinto comprai "Whore Of Violence" il debutto di questi ragazzi francesi, un disco di brutal death metal che nel suo essere ancora immaturo mi prese subito per la composizione e la qualità insite nella band. A distanza di un quinquennio da quel lavoro datato duemilatre tornano sulla scena con l'album che li consacra come una vera e propria realtà di alto valore, sì perché "Dawn Of The Hatred" vanta una maturazione evidente sia nella composizione che nella tecnica utilizzata per realizzarla.

Spingono sull’acceleratore sin dalla traccia posta in apertura "In The Meandering Deep Of My Anger (666/999)" che gode di un riffing devastante e di una sezione ritmica spaccacrani, mentre la successiva "Not A Prophecy" si lancia in fasi melodiche profonde e assolutamente incisive, al suo interno spicca un solo veloce e tecnicamente perfetto che non ne guasta la brutale essenza. Ed è un escalation martellante e priva di soste quella che il combo transalpino ci offre, "C.H(uman) 4" ha solo la parvenza di un brano rilassato perchè basta poco per fari sì che si lanci in velocità e infonda un profondo groove tramite una serie di riff pesanti come mattoni. I pezzi scorrono a valanga riuscendo a suscitare sempre sensazioni diverse.

La pancia del disco formata dal quartetto di brani formato da "Humanity's Annihilation", "Psychosis", "Battlefield/Graveyard", "Dawn Of The Hatred" più che commentata andrebbe ascoltata ad un volume possibilmente alto, verreste totalmente assorbiti dal piglio e dalle movenze che s’impongono costantemente possenti anche nel momento in cui le ritmiche tendono ad allentare la presa, come avviene nell'ultima delle canzoni chiamate in causa. L'accoppiata che le succede, "1139" e "1140", rivela tratti fruibili perfettamettante inglobati nella vena violenta del loro suono, mentre torna ad essere più sfrontatamente diretta “Vox Populi” che nel suo scemare ci condurrà alla cover dei The Cure "Fascination Street" — episodio contenuto nel capolavoro "Disintegration" — riproposta in maniera esemplare e personale, incattivita, pesante, ma con quel tocco scuro che le appartiene.

La prova dei singoli è esaltante, il batterista Jérome è una macchina, l’accoppiata chitarristica Ludo-Mike ricama e tesse trame intricate e personali e la voce di L ChuckD si destreggia egregiamente sia nel growling che nelle parti più graffiate-scream senza far mai perdere tensione ai brani. "Dawn Of The Hatred" ha permesso ai Carnal Lust di compiere il salto di qualità tanto sperato, per tanto vi consiglio l’ascolto di questi ragazzi iniziando dall'esordio per apprezzarne poi quest'odierna e acquisita evoluzione.