Informazioni
Gruppo: Metamorphosis
Anno: 2007
Etichetta: The Devil\'s Ground Production
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Invisible War
2. The First Rays
3. From Light to Dark
4. Creation in Reverse
5. At Midnight
6. Diabolical Ditch
7. Enchantress of the Night
8. The Puppets Dance
9. Within Secrecy
10. Drowning in Spiritual Darkness
11. the Brotherhood of Sleep

DURATA: 57:53

METAMORPHOSIS - Creation In Reverse

I Metamorphosis nascono per volontà di Boris Ascher che dopo aver suonato per anni in diverse band underground decide di creare un progetto di cui essere il mastermind ed unico esecutore.
L’album in questione è il quarto della sua carriera e vi è l’ennesima evoluzione ad un sound che si è variegato negl’anni trovando spunti e linfa vitale nuova.
Questo “Creation In Reverse” si sviluppa attorno ad un concept che si basa a grandi linee sulla creazione/distruzione a livello metafisico (supportata dalla musica e da un artwork che ripropone il dipinto di Michelangelo).
La proposta musicale è un black/death metal dai tratti largamente evocativi con le undici tracce del platter che si sviluppano concatenate come a formare un rituale di nera perdizione.
C’è ampio spazio per la melodia e per gl’innesti di synth che non invadono mai il campo bensì si amalgamano affondando fra i riff che non disdegnano picchi heavy classic.
Un lavoro molto ben composto e curato dove nulla viene lasciato al caso e che regala dei buonissimi spunti in tracce come “From Light To Dark”, “Creation In Reverse” un’emozionante “Diabolical Dich” o l’eterea “Drowning In Spiritual Darkness”.
Un album che abbandona gli stilemi del sound ultraviolento (strabusato nel genere) simbolo della carnalità oppositoria per dedicarsi alla spiritualità più scura e lacerante.
La prova offerta da Boris è alquanto allettante e si lascia ascoltare con piacere scivolando traccia dopo traccia sino alla sua fine, forse l’ultima “The Brotherhood Of Sleep” con quel synth a tratti “spaziale” si poteva anche assestare meglio.
Ci sono piccole sbavature in fase di produzione soprattutto per quanto riguarda la batteria troppo poco incisiva e statica che limita alquanto lo sviluppo dei brani non facendoli sfogare a dovere.
Ha bisogno di vari ascolti per esser assimilato non è di così facile ascolto come pare data soprattutto la melodia che ne sembrerebbe rendere più agile l’assorbimento, un album da conoscere ed approfondire col tempo.