Gruppo: Ibridoma
Titolo: Ibridoma
Anno: 2009
Provenienza: Italia
Etichetta: SG Records
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TRACKLIST
  1. Red
  2. I'm Not Sorry
  3. Ibrido
  4. Alone In The Wind
  5. Jenny
  6. Night Falling
  7. Night Of Crow
  8. Page 26
  9. Lady Of Darkness
DURATA: 49:39
 

Gli Ibridoma sono una band maceratese che si era già distinta negli anni scorsi con due pregevoli prove: il demo "Lady Of Darkness" e l'ep "Page 26". Il talento era evidente e si attendeva fosse sfruttato appieno, di conseguenza ci si aspettava un album che fosse la chiusura del primo cerchio di crescita. L'occasione è stata colta e nel migliore dei modi, infatti "Ibridoma" ripresenta una formazione in gran spolvero e decisamente affinata.

La proposta è quella che ci si attendeva, un classico heavy-power metal roccioso, ben suonato e che sfrutta un riffing costruito alla perfezione e una più che discreta coesione strumentale, in grado di rendere il lavoro nettamente superiore a molte delle prove che seguono le vie calcate da tanti, ma sfruttate degnamente da pochi.

Se nei brani in inglese gli Ibridoma hanno già più volte dimostrato di saperci fare, con l'italiano "Ibrido" azzeccano la hit semplice e radiofonica che potrebbe far loro da apripista, allargando il raggio di azione e la possibilità di fruibilità dell'ascolto. La voce particolare di Christian Bartolacci è sicuramente l'arma in più da sfruttare, varia e che sa giostrarsi fra toni scuri ed evocativi o alzarsi di nota naturalmente, senza inutili forzature.

Brani come "Red", "Alone In The Wind" (fantastico l'inizio col basso in rilievo) e il dolciastro e malinconico "Jenny" ci fanno poi fare un salto nel loro passato, ripescando due episodi datati quali "Page 26" e "Lady Of Darkness", entrambe titletrack dei lavori precedenti. La prima è un connubio fra la natura primordiale del genere e una ritmica sincopata adornata dalla prestazione di un Bartolacci fuori da ogni schema; la seconda è monumentale per durata, forse leggermente prolissa nel suo scorrere, sembra ricercare la strada all'interno di sentieri dall'archetipo progressivo ed è la conferma che i ragazzi sono in grado di produrre buona musica personale e non monotona.

Se elogiare il cantante mi sembrava quasi doveroso, ascoltando "Ibridoma" in altrettanto modo è giusto evidenziare il lavoro svolto in chiave di composizione ed esecuzione di chitarra solista, entrambi adesso meglio centrati e scorrevoli, seppur ancora con qualche sbavatura. È inoltre di rilievo il monolitico apporto fornito dall'accoppiata basso-batteria che — pur non brillando per varietà, se non in alcuni frangenti — spinge non poco; del resto i brani hanno bisogno di tiro per acquisire il loro valore reale. Gli inserimenti di sintetizzatore sono stati centrati, mentre l'orchestrazione in "Lady Of Darkness" e i cori in "Page 26" sono tutti orpelli a servizio di composizioni che li assorbono magistralmente, trovandone giovamento. La produzione stessa infine è curata, delinea gli strumenti e li fa respirare, trovando a ognuno la giusta collocazione.

Cosa dire ancora su questo primo disco degli Ibridoma, se non un semplice: ascoltatelo, ne vale davvero la pena.