Gruppo: Thorns
Titolo: Thorns
Anno: 2001
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Moonfog Productions
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TRACKLIST
  1. Existence
  2. World Playground Deceit
  3. Shifting Channels
  4. Stellar Master Elite
  5. Underneath The Universe 1
  6. Underneath The Universe 2
  7. Interface To God
  8. Vortex
DURATA: 48:03
 

Tornano i Thorns, o meglio torna Snorre W. Ruch (alias Blackthorn), dato che il Nostro fa tutto da solo, a eccezione di due super ospiti alla voce come Satyr e Aldrahn. Se avete a mente la sfortuna di Snorre e quanto la sua genialità sia stata reclusa per punire una scena che oramai infuriava in Norvegia, potrete capire che la prima uscita ufficiale di questo personaggio era attesa con una certa aspettativa.

Se lo split con gli Emperor ci consegnava un gruppo in piena sperimentazione, in questo album ci viene dato uno schiaffo in pieno viso. Ritmiche spezzate, melodie contorte che non lesinano violenza cinica e fredda e una prova vocale abrasiva e indemoniata a tratti marziali ben si amalgamano alla furia dei pezzi, che vengono comunque straniti da campionamenti dal gusto futurista e cosmico, in cui la programmazione della drum machine rende ancora più asettica, alienante e ferale la proposta musicale.

Otto pezzi di una bellezza unica, in quanto qua si va oltre il black metal, si va oltre tutto, qua si è in piena esplorazione musicale, si sfondano nuove frontiere, ponendo l'asta dell'estremismo sonoro qualche chilomentro più in alto. Aldrahn e Satyr in grandissimo spolvero fanno vibrare i pezzi con un'anima nera, che collegata all'acidità del riffing scuote l'ascoltatore, il quale non può rimanere impassibile di fronte ad attacchi come "Stellar Master Elite" oppure l'iniziale "Existence", ma ogni traccia è indiscutibile, illuminandoci con cosmica ferocia e gelo. Anche nella conclusiva "Vortex", dove i ritmi rallentano e l'atmosfera diviene avvolgente, complice la prestazione vocale del superlativo Ruch, il disco continua ad affascinare, aprendo ulteriori lidi ai Thorns per sperimentare in futuro.

"Thorns" non è un semplice disco, quanto un monolito a cui noi miseri scimmioni non possiamo che sottostare. Volente o nolentem il Genio è avanti anni luce! Capolavoro assoluto!