Gruppo: Severe Storm / Slavecrushing Tyrant
Titolo:  We Will Drown The Dawn In Blood
Anno: 2012
Provenienza:  Polonia
Etichetta: Lower Silesian Stronghold / Werewolf Promotion
Contatti:

Etichetta: Sito web

 
TRACKLIST
  1. Severe Storm - Skuty Lodem Świat
  2. Severe Storm - Königstiger
  3. Severe Storm - Płonie Wiara Twoja
  4. Severe Storm - Krzyż ,Który Dusi Mój Kraj
  5. Severe Storm - Śmierć
  6. Slavecrushing Tyrant - The Fortress Of Time
  7. Slavecrushing Tyrant - Snow On A Razor Wire
  8. Slavecrushing Tyrant - The Awaekening
  9. Slavecrushing Tyrant - As We Reconquer Our Lands
DURATA: 53:30
 

Torniamo dalle parti della Polonia, terra di contraddizioni e patria della Lower Silesian Stronghold, etichetta politicamente schierata di cui (mantenendo la più disinteressata neutralità per tutto ciò che attiene a questioni ideologiche e soprattutto extra-musicali) questo split in collaborazione con Werewolf Promotion è la più recente uscita. Una volta ancora abbiamo conseguentemente a che fare con un black metal proposto in termini molto freddi, quadrati e battaglieri, sia per quanto riguarda il progetto Severe Storm sia per i Slavecrushing Tyrant.

La prima è una one-man band parallela al progetto Antisemitex, delle cui tematiche non serve spiegazione, capitanata dal polistrumentista Kolan, già autore in questa guisa di un full lenght e un paio di demo, mentre la seconda è una formazione capitanata da Njord (Flame Of War, Dark Fury), cui in queste registrazioni si è affiancato P. (aka Kriegsminister, compagno del primo nei Dark Fury e mente del progetto Wschód). Il booklet riporta, tra i tre soli testi disponibili ("The Fortress...", "Snow..." e "The Awakening"), anche il nome di Strzygon come compositore per i Slavecrushing Tyrant, tuttavia come sempre le informazioni sono poco dettagliate e non posso riferire altro che quanto disponibile. Ossia nulla di più.

Venendo alla musica, se avete dimestichezza con la scena di estrazione di questo split le righe che seguono non vi serviranno. "We Will Drown The Dawn In Blood" non è altro che un ulteriore assalto all'arma bianca, o meglio al panzerfaust, perpetrato da una generazione di musicisti cresciuta a pane, reperti bellici e "A Blaze In The Northern Sky". Ne abbiamo sentiti tanti, negli anni, e ne sentiremo ancora. Lo stacco tra la quinta e la sesta traccia, tra l'una formazione e l'altra, è sufficientemente marcato da lasciare intendere il passaggio del testimone, ma non abbastanza da permettere di parlare di una vera e propria differenza tra il materiale dei diversi milites. Tolti la durata dei brani, mediamente più lunga nel caso dei Slavecrushing Tyrant (a riprova di come Njord sia naturalmente portato a tempistiche piuttosto lunghe e dilatate) e i diversi idiomi utilizzati, la differenza più rilevante tra la prima metà di questo split e la seconda è il suono delle chitarre, più tagliente e graffiante nel caso di Severe Storm, laddove nei suoni di Njord è più facile risalire ad una matrice quasi "punkeggiante", però si tratta davvero di lievi sfumature e nulla più.

Il nucleo dei cinquanta minuti di quest'alba rosso sangue è vividamente scandito dalla rabbia e dall'ardore per la patria, e tanto basta.