Gruppo: Black Angel / Adokhsiny
Titolo:  Black Ritual Of Satan
Anno: 2010
Provenienza:  Perù / South Korea
Etichetta: Infernal Kaos Productions
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Adokhsiny: Non Disponibili

 
TRACKLIST
  1. Black Angel - After Death
  2. Black Angel - The Hell
  3. Black Angel - Occult Past
  4. Black Angel - Forbidden Secrets
  5. Adokhsiny - Ritual Of Lust
  6. Adokhsiny - Nuclear Warfare
  7. Adokhsiny - Triumph Of Bestial Desecrator
DURATA: 25:52
 

Split album a base di black-death per due formazioni underground internazionali che rispondono ai nomi di Black Angel e Adokhsiny.

I primi vengono dal Perù ed hanno alle spalle una militanza lunghissima (stando a quanto riporta il loro sito sono attivi dal 1988!) costellata da un'infinità di split e live album. Il combo sudamericano occupa i primi quattro pezzi del disco con un black-death dalle ritmiche tirate ma senza esagerazioni, in cui la prima componente è dominante. Non manca però una sottile base melodica atta a caratterizzare i brani senza addolcirli di un grammo che può rimandare alla Scandinavia, mentre lo screaming mi riporta al lavoro vocale di Fabban nei suoi Malfeitor.

Per raggiungere gli Adokhsiny dobbiamo invece compiere un viaggio transoceanico in direzione Asia, precisamente Corea Del Sud; i ragazzi presentano l'altra faccia della medaglia del filone in cui si inserisce questo "Black Ritual Of Satan". Il metallo della morte infatti diventa protagonista nel growl di Nocturnal Rites Of Black Goat And Profanity (non è il nome di una canzone ma del cantante!), nelle ritmiche, mediamente più cadenzate, e nel riffing più corposo. Qua e là fanno capolino anche assoli semplici che non stonano col contesto generale.

Entrambi i gruppi coinvolti in questo split sono qualitativamente equiparabili: indubbiamente dimostrano attitudine e attaccamento invidiabili, sfortunatamente però le loro proposte musicali sono troppo canoniche, sufficienti e nulla più, difficilmente assestano qualche colpo vincente. Non è detto però che ciò che potrebbe rappresentare un limite nel mainstream al contrario nell'underground non diventi un punto di forza per i fedelissimi della tradizione...