Gruppo: Ars Manifestia
Titolo:  Le Lacrime Dell'Universo
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Obscura Lyd Productions
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST
  1. No Conscience Without Madness
  2. Taste This Disease
  3. Le Lacrime Dell'Universo
  4. Plead Splendour 
  5. To Infect Oneself To Recover
  6. Home II
  7. D.Y.D
  8. Obsession For The Extreme Obscurity [traccia bonus] 
DURATA: 72:49
 

Gli Ars Manifestia giungono al terzo disco per conto della norvegese Obscura Lyd Productions, per qualcuno considerato il lavoro della maturità, quindi cerchiamo di analizzare al meglio l'operato del polistrumentista Harmful e di questo "Le Lacrime Dell'Universo". La copertina ci regala probabilmente lo spaccato migliore per illustrare la musica proposta: la testa dell'artista da cui emerge il simbolo del Caos, attorniato dalle sette chiavi misteriche posizionate fra due guardiani d'ombra (come le due sagome accanto al ponte de "L'Urlo" di Munch), e "No Conscience Without Madness" ne è la giusta rappresentazione sonora.

 A mio avviso questo è un album che dovrebbe interessare a una fetta di ascoltatori che va dagli adoratori di Burzum ai viaggiatori trascendenti e intimisti, infatti ascoltando attentamente i lunghi brani si ha la netta percezione che due nature contrastanti, ma ben armonizzate fra loro, confluiscano nei pezzi. Troveremo vibrazioni aggressive e ruvide dal forte sapore "raw" accompagnate da forti parti personali e da un incedere sospeso e ricco di tensioni, riprendendo e ampliando la lezione del leggendario "Conte", che denotano il gusto e il substrato creativo di Harmful, il quale pone forti accenni personali nelle costruzioni di scuola tipicamente "norvegese".

La produzione è ottima e ci consente di ascoltare molto bene tutti gli strumenti suonati (bello e corposo il suono della cassa), con una giusta collocazione delle frequenze sia nelle parti più tirate che in quelle maggiormente sognanti (come nel caso di "Taste This Disease"), mentre lo scream oscuro ricopre il tutto con un velo mortifero e decadente.

Le canzoni vengono intessute riuscendo a ricreare atmosfere che alternano visioni corpuscolari a linee dall'incedere selvaggio, ciò senza sfociare nell'assalto estremo a tutti i costi, piuttosto grazie a una serie di arrangiamenti armonici azzeccati ed efficaci, come accade anche nella traccia che dà il titolo all'album. Generalmente non digerisco molto bene i riferimenti o le influenze nette, ma in questo caso l'associazione a Varg Vikernes viene talmente emancipata da estrapolarne solamente lo spirito indomito e certi giri di riferimento, per rendere naturale tramite il proprio sentire il resto dell'impronta sonora, la quale possiede una tipicità che valorizza ogni sfaccettatura.

Rispetto alla crescente scena Italiana si denota come le parti maggiormente oniriche non prendano spunto dalla Francia e dagli Alcest (se non forse nell'introduzione e nell'incedere di "To Infect Oneself To Recover"), ma conservino in seno un'oscurità più accentuata e nervosa come accade in "Pled Splendour": i tempi tendono a scendere lentamente di bpm, senza comunque far perdere intensità o generare noia, reazione che solitamente ricevo con i veri cloni di Burzum in ambito "Depressive"; viceversa qua l'introspezione è un'arma vincente e convincente che ci manifesta quanto l'artista riesca a sviscerare la propria anima attraverso la sua Arte.

Le nerbature intimiste sono le pulsioni mediterranee che sfociano nell'urlo nordico di Harmful, non a caso Oslo è segnalata come sua sede: è questa intrinseca dualità che ha un fascino magnetico, misterioso e apre percezioni su altre dimensioni psichiche di cui la strumentale "Home II" è un ottimo manifesto espressivo. L'anima più viscerale e violenta esce allo scoperto invece nella breve e lanciata "D.Y.D.", dal riffing asciutto e rapace che chiude degnamente il cd.

"Obsession For The Extreme Obscurity" è la traccia bonus, l'ultimo colpo degli Ars Manifestia in cui fuoriesce la tipica vena tagliente e glaciale della terra dei fiordi, è quindi facile perdersi in stilettate affilate come lastre di ghiaccio, scudisciate dall'impeto imperioso dei venti polari, su cui vedere i riverberi della aurora boreale prima che il nostro corpo perda definitivamente ogni forma di calore e cada nell'immensità del buio assoluto del profondo Cosmo.

"Le Lacrime Dell'Universo" è un disco interessante e ricco di molti spunti, per questo riesce a interessare dove migliaia di altri hanno spudoratamente fallito.

Le sette chiavi hanno concesso l'apertura al Caos e il Caos ha aperto il cancello a Harmful. Harmful è Ars Manifestia.