Gruppo: Skolopendrra
Titolo:  Skolopendrra
Anno: 2013
Provenienza: Russia
Etichetta: Wings Of Destruction Prods
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST
  1. Без рода и нации
  2. Бежать
  3. Власть
  4. Рождение
  5. Сколопендра
  6. Петля
  7. Bisected Dog
  8. Ложь
  9. Outro
  10. Вон отсюда!
DURATA: 57:31
 

I moscoviti Skolopendrra raggiungono, dopo un paio di demo, il traguardo del primo album sotto la conterranea Wings Of Destruction Prods. La proposta dei cinque giovani è presto definita: thrash "moderno". I Pantera sono la Stella Polare del vascello Skolopendrra, mentre Testament e formazioni della Bay Area in genere sono rispettivamente capitano e ufficiali; lo spazio ritagliatosi dalla band è, invece, quello di semplice marinaio.

Formalmente ci siamo: il disco non ha sbavature, è ben suonato e soprattutto ben prodotto, forse anche un filino troppo (la sensazione di eccessiva pulizia e levigatura dei suoni non riesco proprio a togliermela), ma ciò che manca a questi debuttanti è il mordente. Cinquantaquattro minuti per nove brani, se escludiamo l'outro in penultima posizione (?), fanno sei minuti a pezzo di media: un tempo interminabile considerando l'assoluta mancanza di spunti originali dei ragazzi. Non che questo ultimo appunto sia un male di per sé, tuttavia un disco puramente di genere risulta certamente più difficile da digerire quando la durata è quasi doppia rispetto alla media. Inoltre, di quando in quando, i brani soffrono di veri e propri momenti di vuoto cosmico, ragionevolmente dovuti alla decompressione oltre misura ("Власть"); in alcuni frangenti poi, quando alle prese con il cantato pulito, il bassista e cantante Pavel Stravets, pur se a suo agio coi toni più bassi e sporchi alla Chuck Billy, va decisamente a sbattere contro lo spesso muro dei suoi limiti ("Сколопендра"). Gli assoli, d'altro canto, sono buoni e ben contestualizzati, mai ostentati ma nemmeno mere comparse, così come il riffing si rivela abbastanza solido e compatto e la batteria precisa e variegata, seppur non si sia lesinato sull'uso di trigger. Il basso, dal canto suo, è molto in evidenza a tratti, molto meno in altri, probabilmente a causa del fatto che ben tre dei cinque membri si avvicendano allo strumento (non si capisce bene secondo quale criterio).

Tutto sommato, dunque, gli Skolopendrra mettono sul piatto della bilancia una più che discreta capacità agli strumenti, peccando un po' sul fronte compositivo. È un debutto: sono giovani e c'è tempo per ribaltare la situazione, ma ora come ora gli amanti del thrash più groovy potrebbero rimanere stuccati dalle lungaggini di un disco che avrebbe potuto dire le stesse cose nella metà del tempo.