Gruppo: Hautville
Titolo: Le Moire
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: SPQR
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TRACKLIST
  1. Pro Salute Populi
  2. In Superficie
  3. Caelum Et Terra
  4. Non Mi Rompete
  5. Le Moire
DURATA: 24:42
 

Il panorama artistico italiano riserva sempre delle ottime sorprese, è infatti un grande piacere quello che ho ricevuto dall'ascolto dell'ep "Moire, del quale non ero minimamente a conoscenza. Il nome degli Hautville sarà probabilmente noto ai più assidui fruitori di uscite neo-folk e prog-rock nostrane, in quanto la formazione lucano-emiliano-romagnola si era già presentata in passato con il cd-r "No Milk For Babies" e il debutto "Numen Lumen" (lavoro dedicato alla memoria di Giordano Bruno, Giuliano Kremmerz e del poeta Domenico Bellocchio). Personalmente, non avendoli mai ascoltati, mi sono gettato alla ricerca di alcuni brani del passato, scovandone un paio su Youtube, dopodiché ho inserito nello stereo questo mini che, dopo ripetuti passaggi, potrei paragonare a una piccola e delicata perla musicale.

La figura delle Moire (le Parche romane o Norne norrene), le divinità greche del destino raffigurate in copertina, sembra essere di chiaro auspicio: ciò che la musica e i testi andranno a comporre è infatti un'opera in cui l'Uomo è destinato a confrontarsi con l'incomprensibilità della vita. Non a caso all'interno del digipak potrete leggere una citazione anonima che recita: «la vita è incomprensibile, comprendere qualche cosa significa restare alla superficie»; quindi essere in parte vincolati a una figura-laccio assegnataci come fosse predestinata, costringendoci a divenire pedine in lotta per un posto e un destino da definirsi in una corsa, che avrà una fine e forse un nuovo inizio (?). Questo aspetto è affrontato in "Le Moire":

«Un cerchio magico per scegliere una vita che sia meno lunga e fragile
Il corpo è un vincolo, una condanna a cui possiamo solo cedere e rinascere.
»

Che sia solo una delle versioni possibili? Probabilmente è così, ma dovreste leggerle e poi rifletterci sopra.

Le sonorità leggiadre e malinconiche, fortemente intrecciate a una naturale capacità di mantenersi altamente fruibili, fanno sì che i pezzi si muovano costantemente in bilico fra la ricercatezza e l'espressività importanti dei generi citati in testa e godano altresì di una componente di semplicità che le avvicina alla canzone italiana, anche se della tipologia in cui il tratto di esteta è ben più che evidente. In questo modo l'ascoltatore viene quasi cullato dalla voce di Simona Bonavita, si invaghisca delle tastiere di Francesco Dinnella e delle intromissioni pianistiche a cura dell'ospite Arturo Staltieri in "In Superficie" e "Caelum Et Terra", lasciandosi accarezzare l'udito dalle chitarre di Leonardo Lo Nigro e scuotere leggermente dalle ritmiche di batteria eseguite da Paolo Bitonto.

La band è decisamente in forma e la riprova, se quanto esposto non fosse bastato, ci viene fornita dalla cover della storica canzone del Banco Del Mutuo Soccorso "Non Mi Rompete" (dall'album "Io Sono Nato Libero"), con una interpretazione più che soddisfacente: non è roba da poco confrontarsi con certi mostri sacri, tirando fuori una parte di ciò che si è e questo ci fa ben sperare per il futuro.

"Le Moire" è una pubblicazione affascinante da divorare più e più volte e di certo il sottoscritto non se la farà mancare. E voi che intenzioni avete?