Gruppo: Emyn Muil
Titolo:  Túrin Turambar Dagnir Glaurunga
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Nartum Music Projects
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST
  1. Túrin Son Of Húrin
  2. Aure Entuluva
  3. Arise In Gondolin
  4. Mîm's Betrayal
  5. Dark Riots From Angband
  6. Gurthang
  7. Path Of The Doomed
  8. The Sack Of Nargothrond
  9. Death Of Glaurung
  10. Hail To The Black Sword
  11. When Beren Met Lúthien
DURATA: 53:31
 

Le differenze tra Odino, principale divinità scandinava, e Gandalf, saggio e stregone protagonista delle saghe letterarie di Tolkien, non sono poi così marcate. Entrambi viandanti, cappellaccio in testa e mantello sulle spalle, entrambi incantatori. Se ne sono bene accorti i giovani metallari di Norvegia agli albori degli anni Novanta di questa analogia quando, anche grazie alla riscoperta dei miti nordici pagani attraverso la lettura di Tolkien, trovarono nel paganesimo autoctono (dopo una prima ingenua fase "satanista") la motivazione concettuale per il nascente movimento black metal e, "Lord Of The Rings" in una mano e lungo pugnale nell'altra, passarono improvvisamente dai giochi di ruolo alle chiese rase al suolo. Il black metal, genere da sempre attratto dal lato oscuro delle culture pre-cristiane e dall'estetica Fantasy, continua ancora oggi ad abbeverarsi alla fonte dell'epica tolkieniana, citandola, tributandola e arrivando, nel caso del famoso duo austriaco dei Summoning, a forgiare un vero e proprio stile di black metal epico e cinematografico interamente costruito attorno alle gesta di Nazgûl, Elfi e valenti guerrieri. Il disco qui in esame, progetto interamente ideato e suonato dal musicista pugliese Saverio Giove sotto il nome di Emyn Muil, è appunto un concept basato sul libro di Tolkien "The Children Of Hùrin" dichiaratamente ispirato alle sonorità dei Summoning. Le caratteristiche uniche dell'opera però, ancor prima di aver sentito una singola nota, balzano subito all'occhio.

Impossibile non notare sin da subito, infatti, la lampante eccezionalità grafica dell'album. Laddove le opere ispirate a Tolkien (dischi, libri, giochi) esibiscono sovente in copertina grandiosi dipinti d'impianto romantico, dall'abbondante dettaglio paesaggistico e carichi di pathos, Emyn Muil opta per un più sobrio carattere stilizzato. La bella immagine, che raffigura il drago Glaurung, è realizzata con uno stile coloristico piatto ed essenziale che ricorda il rigore del tratto slavo, lo stesso che ha ispirato artisti come Eyvind Earle e che, a ben vedere, si avvicina proprio al disegno semplice delle illustrazioni presenti nei libri di Tolkien, realizzate dall'autore stesso.

Tanta raffinatezza grafica si traduce, fortunatamente, in un disco altrettanto elegante. Il black metal di stampo epico-medievaleggiante forgiato da Saverio con strumenti veri e sintetici, particolarmente incentrato su una valida programmazione delle percussioni e riconoscibili melodie, scarta abilmente l'effetto artificioso proprio delle produzioni computerizzate grazie a una precisa scelta di coloriture tonali che arricchiscono i brani senza suonare posticce. I bordoni orchestrali, tanto cari al genere, sono misurati e non invadenti, e i suoni d'ambiente suggeriscono il racconto amalgamandosi con la struttura dei brani, come nel caso delle folate di arpa che planano sui tamburi in "Arise In Gondolin" o i corni di guerra carichi di presagio nel bell'intermezzo strumentale "Gurthang". Nonostante la vicenda eroica e grandiosa narrata in questo album possa suggerire, anche per esigenze di racconto, un approccio musicale complesso se non addirittura arzigogolato, Emyn Muil sceglie di affrontare il concept in modo semplice e misurato, forte del fatto di poter contare su una confidenza di scrittura dinamica e asciutta che da sola basta a conferire carattere a ogni singolo brano. E così, pur immerso in suggestive atmosfere fantasy, il vero punto di forza di "Túrin Turambar Dagnir Glaurunga" è il suo rimanere, nell'ossatura, un'ottima raccolta di canzoni black metal che emozionano anche estrapolate dal contesto narrativo. Valga da esempio "Dark Riots From Angband", vera e propria mini suite di nemmeno cinque minuti che, dopo una ricercata prima parte interamente costruita su suoni sintetici e articolate percussioni, sfocia in una catartica cascata elettrica su ritmi serrati per ricostruirsi poi canzone e sfumare infine su piccoli suoni cristallini e note di piano.

L'appassionato che richiederà il disco direttamente al suo autore tramite la pagina Facebook scoprirà, poi, che Saverio non solo ha ideato, composto e suonato l'intera opera, ma è anche colui che, taglierino e colla alla mano, realizzerà la bella confezione per il cd. Presentato sotto forma di digipak a due ante, l'album contiene pure un mini certificato in carta pergamena che prova l'acquisto del disco. Probabilmente a causa dei capricci climatici, devo annotare che purtroppo la plastificazione manuale dei cartoncini nella mia copia sta iniziando a ingobbirsi. Poco male comunque, il vero appassionato di suoni sotterranei sa che anche questi disguidi fanno parte dell'insostituibile sapore dell'oggetto realizzato a mano.