Gruppo: Mournful Gust
Titolo: For All The Sins
Anno: 2013
Provenienza: Ucraina
Etichetta: BadMoodMan Music
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TRACKLIST
  1. Sleeping With My Name
  2. Keep Me Safe From The Emptiness
  3. Falling In Hope
  4. Until I'm Bright
  5. Let The Music Cry
  6. This Drama Will Be The Last
  7. Your White Dress
  8. Words Of Farewell
  9. Let The Music Cry [versione Silver Strings]
  10. Rainbow Eyes (...In Loving Memory Of Dio) [cover Rainbow]
DURATA: 01:11:08
 

I Mournful Gust sono giunti alla pubblicazione del terzo album, solitamente uscita spartiacque destinata a far intravedere le reali potenziali di una band, quindi la domanda da porsi è se gli ucraini siano riusciti o meno a entrare a far parte del giro che conta. Fortunatamente ce l'hanno fatta. La compagine guidata dal cantante Vladislav Shahin, unico membro originale rimasto in formazione, pur non facendo trapelare particolari novità né alternative a quanto esposto in questi ultimi anni dal panorama Doom-Death melodico, è sicuramente fra le migliori interpreti di un genere che vede gli Swallow Of The Sun e gli ingiustamente mai troppo osannati Saturnus come leader, i Tristania una promessa non mantenuta nel tempo e che si nutre da sempre dell'onnipresente influenza britannica dei My Dying Bride quale fonte d'ispirazione.

Questo nuovo parto contenente oltre settanta minuti di musica ci permette di constatare un ulteriore progresso fatto dal sestetto, già presentatovi su Aristocrazia nel 2010 con la ristampa celebrativa del debutto "She's My Grief", originariamente rilasciato nel 2000. Si ha infatti la percezione di avere a che fare con un gruppo ancor più capace di far convivere all'interno dei brani l'animo cupo e decadente con quello che emette a profusione onde malinconiche dalla considerevole fruibilità. Gran parte del merito della riuscita di ciò va dato ai due chitarristi (Vasiliy Morozov e Evgeniy Rusetskiy) e al tastierista Stanislav Mischenko, abili nel creare tappeti melodici e adornare le canzoni in maniera tale da ricreare scenari affascinanti, quanto al bassista Saho Maljovanij e al batterista Nikolay Kostetskiy, capaci d'infondere dinamismo a profusione anche nei frangenti in cui la necessità primaria è supportare l'impianto atmosferico. La ciliegina sulla torta viene posta dalla stupenda prestazione dietro al microfono di Vadislav: la sua prova è a dir poco splendida per la maniera in cui si diletta nell'alternare growl e voce pulita, contrassegnando ogni comparsa della sua ugola con un aumento dell'espressività o dell'evocatività presenti internamente alla traccia, riuscendo quasi a far venire i brividi nella versione ancestrale spogliata delle sonorità metal di "Let The Music Music Cry", che già nell'originale non era di certo brutta. Come dono conclusivo il lavoro ci regala l'apprezzabile cover dei Rainbow di "Rainbow Eyes", omaggiando così sia la stupenda band di Ritchie Blackmore che l'immensa figura di Ronnie James Dio.

Non starò qui a dilungarmi ulteriormente elencandovi i pregi di un episodio o dell'altro, posso assicurarvi però che "For All The Sins" è il classico disco del quale un appassionato del genere s'innamorerà con estrema semplicità, un ascolto il cui unico difetto riscontrato dal sottoscritto è la durata probabilmente troppo estesa, ma che comunque non lo danneggia. I Mournful Gust vedono schiudersi le porte che conducono a una notorietà estera con questo album ed era ora che accadesse. Alle volte il duro lavoro paga e con i giusti dividendi.