Gruppo: Grieving Age
Titolo:  Merely The Fleshless We And The Awed Obsequy
Anno: 2013
Provenienza: Arabia Saudita
Etichetta: Solitude Productions
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST CD1
  1. Merely The Ululating Scurrilous Warblers Shalt Interminably Bray!!
  2. O, Elegiac Purulent Purtenance, O Sepulchral Longevous Billows...
  3. Till The Forlorn Opprobrious Malady Thrives Amongst The Stridulous Indigents We!
TRACKLIST CD2
  1. At The Licentious Abortionist's Abattoir, Thine Disinherited Gravid Worms Adjure Excruciatingly
  2. I'm The Dilacerated Sewed Flesh! I'm The Sculpturesque Doomed Soliloquy!
DURATA: 01:46:23
 

L'Arabia Saudita non è di certo riconosciuta fra le patrie del metal orientale, eppure da lì proviene una buona realtà che si era presentata a noi quattro anni fa con il debutto "In Aloof Lantern, Thy Bequeathed a Wailer Quietus…": parlo dei massicci e mortiferi doomster Grieving Age. La formazione di Jeddah si è imbarcata in un'operazione particolarmente rischiosa, la seconda uscita del gruppo è infatti doppia e contiene cinque pezzi per un totale di più di un'ora e trequarti; ciò che viene proposto è quindi paragonabile a uno scontro estenuante capace di mettere a dura prova la resistenza dell'ascoltatore.

Il nuovo "Merely The Fleshless We And The Awed Obsequy" potrebbe essere vissuto come un devastante e collassante conflitto da godersi in soluzione continuativa sino all'ultima nota del secondo disco, una prestazione doom-death ruvida che — come avvenuto già in passato — utilizza il primordiale approccio di realtà quali Disembowelment, Winter e Decomposed, ma che oggi più che mai ha trovato i riferimenti ideali per estremizzarsi e contaminarsi ulteriormente nella figura di Tom. G. Warrior (sia per i Celtic Frost che per i Tryptikon) e in compagini come Esoteric e Unholy.

Al cospetto di un passato elementare e in genere poco dinamico e rudimentale nell'esposizione, le tracce odierne evidenziano il buon lavoro svolto in sede di composizione, si può infatti constatare come vi sia una cura maggiore nell'elaborazione del lavoro di batteria esposto da Emad Mujalled; l'uomo dietro le pelli è ora più propenso a utilizzare i tom e fornire una quantità maggiore di minimi ed essenziali cambi di passo all'incedere dei pezzi. Si è affinata alquanto anche la prestazione del cantante Ahmed Shawli che — se nel debutto era apprezzabile soprattutto in fase di growl — adesso invece riesce a convincere pure nelle sezioni in cui la sua voce pare declamare il testo, facendo sì che i Grieving Age risultino completi e competitivi.

Competitivo è in effetti l'aggettivo ideale per questo album, una realizzazione professionale sia dal punto di vista strumentale sia per la produzione (affidata a Mr. Greg Chandler), la grafica e le atmosfere, intrisa di sensazioni maceranti che variano dall'angoscia alla disperazione, dall'arrendevolezza all'esasperazione, adatte a costituire uno scenario desolante e inequivocabilmente avviluppato in un tema portante imperturbabile, di una scala cromatica costantemente grigia. In pratica una sorta di limbo privo di scappatoie.

"Merely The Fleshless We And The Awed Obsequy" rivolge il suo severo sguardo in direzione degli inossidabili sostenitori di prove mastodontiche e laceranti. Se il vostro desiderio d'ascolto volge in tale direzione e le band citate a influenza sono da sempre nelle vostre sessioni musicali giornaliere, date l'opportunità a questi arabi di dire la loro nello stereo, non ve ne pentirete.