Gruppo: Pighead
Titolo:  Rotten Body Reanimation
Anno: 2012
Provenienza:  Germania
Etichetta: Morbid Generation Records
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TRACKLIST
  1. Dead Flesh Alive
  2. Atrocious Determination
  3. Radioactive Death Trip
  4. Grub Into Addled Meat
  5. Rotten Body Reanimation
  6. Kill The Living, Eat The Dead
  7. Japanese Nuclear Holocaust
  8. Resurrected Malignity
  9. Ragged And Fractured
  10. Breed Of Genuine Destroyers
DURATA: 29:29
 

Ci son giornate in cui ti alzi e hai solo voglia di smantellare tutto, di mandare a quel paese chiunque ti capiti di fronte, allora la violenza sonora ti accompagna con fedeltà, liberandoti dalla pressione di quella levata col cosiddetto piede sinistro, oggi è stato uno di quei giorni. Siccome sono un vecchiaccio dentro, niente lettore mp3 per me, ho inserito due Duracell nel mio Sony ancora vivo (chissà per quanto), preso il cd dei Pighead e via a passeggiare.

Vi state chiedendo chi siano i Pighead? Degli sfasciacrani provenienti da cruccolandia, una band che con questo "Rotten Body Reanimation" è al secondo disco, ha firmato un contratto con la Rising Nemesis Records e si è già messa sotto per comporre il terzo capitolo discografico. Questo quartetto addetto alle demolizioni pesanti è ispirato da simpatici e allegri signori che indossano nomi quali Disgorge, Gorgasm, Katalepsy, Suffocation e limitiamoci a questi.

Il loro motto facile e riconoscibile sembra essere massacrare per esistere, si esibiscono infatti in una prestazione ferale e brutale che non rinuncia a costeggiare lidi slam, fortunatamente, almeno per quanto mi riguarda, non vi affondano mai, questo rende l'album decisamente più vario e di conseguenza meno incline a divenire prevedibile, con le sezioni caratterizzate da pestati a più non posso e accelerazioni da capogiro inserite in modo da disgregare l'atmosfera cupa e mortifera creata da quelle maggiormente cadenzate e allentate.

Il mix è composto ed eseguito a regola d'arte e pezzi come "Dead Flesh Alive", "Kill The Living, Eat The Dead" (del quale è stato ricavato pure un video) e "Ragged And Fractured" sono lì pronti a colpire selvaggiamente, un toccasana per chi ha bisogno di sfogarsi.

L'album dei tedeschi possiede una produzione alquanto azzeccata, le chitarre di Dennock in primo piano a dominare la scena arrembanti e affilate, il basso, sì cari lettori, il basso di Rob, ormai ex della band, è davvero presente e distinguibile in maniera chiara all'interno dei brani, supportando il lavoro freneticamente certosino del batterista Hermann, apprezzabilissimo sia nell'operato svolto sul rullante che in quello sulla cassa con la voce dell'altro ex di turno, Big M, alternando efficacemente growl e pig squeal rigetta sui pezzi un' ulteriore dose di veleno e sensazioni di rancido e putridume assortito.

I ragazzi ci sanno fare e, per quanto sia inutile dirvi che in un panorama musicale simile l'unica cosa che conta sia quanto sai essere feroce e in che modo lo sei, credo davvero valga la pena di dare ai Pighead ciò che meritano: spazio fra i vostri ascolti. Non mi rimane quindi che suggerirvi la compagnia e agli sfegatati del genere l'acquisto di "Rotten Body Reanimation", perché il brutallo alle volte sa ancora stimolarti come ai bei vecchi tempi, ti strappa via i pensieri, chiedendoti solo di affidarti a una cattiveria che una volta reinserita nello scaffale avrà avuto il suo ruolo nella giornata, nulla di negativo, una liberazione non lo è mai.