Gruppo: Domains
Titolo:  Sinister Ceremonies
Anno: 2014
Provenienza: Spagna
Etichetta: The Sinister Flame
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TRACKLIST
  1. Domains
  2. Mastery
  3. Through Infernal Damnation
  4. Raped By Darkness
  5. Hopeless
  6. Eucharist Of Relevance
  7. Crowned At Dusk
  8. Towards Pleroma
  9. Labyrinth Of Incense
  10. Sinister Ceremonies
DURATA: 43:24
 

I Domains sono la prima sorpresona del 2014 per il sottoscritto. Il trio spagnolo composto da David "Aggressor" (basso e voce), Francisco (chitarra) e la nostra vecchia conoscenza Nocturn (mente dei Profundis Tenebrarum e titolare dell'etichetta Antichristian Front Records) ha riversato all'interno del proprio album di debutto intitolato "Sinister Ceremonies" dieci tracce di Death Metal oscuro e luciferino che non lasciano scampo.

I valenziani sono sicuramente cresciuti a pane e Morbid Angel, infatti l'influenza di Trey Azagthoth e soci è palese, ma non è la sola presente. Se si dovesse stilare una lista di nomi, li si troverebbero doverosamente affiancati da altri mostri sacri quali Immolation, Asphyx, Demigod e altresì da realtà come Diabolic e Acheron; inoltre non si potrebbe fare a meno di tenere in considerazione gli influssi di certo Black scandinavo. In ogni modo, pur potendo elencare svariate fonti da cui ha attinto, il lavoro orchestrato risulta essere dannatamente dotato di carattere, difatti non sono presenti cali di tensioni né tracce buone per un solo ascolto; al contrario il disco inanella uno dietro l'altro dieci rituali nero pece il cui unico scopo sembra essere quello di esalare asfissianti umori sulfurei. Ciò che fuoriesce dalle note esposte nelle varie "Domains", "Mastery", "Raped By Darkness" è un Death Metal labirintico e melodicamente suadente quanto malevolo.

Giunti a metà dell'opera poi si è interrotti da una breve pausa atmosferica rappresentata dalla strumentale "Hopeless", titolo che incarna appieno lo stato d'animo imposto dalle canzoni e che ci offre un attimo di sfiancante riposo. Nell'esecuzione ancestrale di "Labyrinth Of Incense" l'atmosfera viene resa invece elegantemente macabra, in attesa che la caduta libera si concluda con il cerimoniale officiato nella cattivissima traccia che porta il titolo del disco.

La proposta dei Domains non lascia intravedere falle, è adornata in maniera esemplare dai sintetizzatori in stile Morbid Angel-Nocturnus ed è prodotta come dovrebbe esserlo un'uscita del suddetto stile, tant'è che l'aura marcia e corrotta del gruppo sgorga facendo continuamente zampillare odio. In conclusione: se la vostra idea di estremo è ricollegabile ad aborti come "The Satanist" dei Behemoth, non so proprio quanto riuscireste a godervi un album simile, che è tutto tranne che pre-confezionato o finto; ma si sa, a ognuno il suo... Per chi ama il genere, "Sinister Ceremonies" è invece un acquisto immancabile.