Gruppo: Woebegone Obscured
Titolo: Marrow Of Dreams
Anno: 2013
Provenienza: Danimarca
Etichetta: I, Voidhanger Records
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TRACKLIST
  1. Waters Of Mount Woe
  2. Vacuum Ocean
  3. Crystal Void
  4. In Suffering Darkness Dwell
  5. Into The Mindcloud
DURATA: 79:18
 

Danny Woe ci ha messo sei anni e oltre per uscire dal tunnel di autodistruzione fatto di alcol e droghe (mediche e non) in cui era finito e, come in moltissimi altri casi prima del suo, la musica ha funto da mezzo di catarsi e da canale entro cui convogliare le proprie ispirazioni e disperazioni. "Marrow Of Dreams" è dunque un lavoro molto più complesso, stratificato e importante dell'ormai datato debutto "Deathstination" e non è sfuggito all'occhio attento della I, Voidhanger (la quale tempo addietro già si era premurata di ristampare il succitato debutto).

Il doom-death metal dei Woebegone Obscured del 2013 — che negli anni hanno aggiunto una seconda chitarra, arrivando così alla formazione a tre — è estremamente più vario e ricco di soluzioni che in passato e riesce (quasi) a scorrere e a lasciarsi godere senza problemi... ma c'è un ma. Il punto dolente di "Marrows Of Dreams", come è facilmente intuibile, è uno e uno soltanto: il minutaggio. Per quanto un disco possa essere ben costruito, ben suonato, ben arrangiato, la sua fruibilità è necessariamente intaccata se, per poterlo ascoltare per intero, ci si deve prendere le ferie. Ottanta minuti spalmati su cinque tracce sono un tempo eccessivo, in cui il rischio di perdere la concentrazione per strada è troppo alto, pur con tutte le migliori intenzioni di partenza.

D'altro canto è doveroso rendere al terzetto i giusti meriti, perché nonostante la lunghezza il lavoro compiuto è talmente variegato, ben equilibrato e di buon gusto da risultare giusto leggermente eccessivo, ma non tanto da poterne parlare negativamente. Anzi, l'alternanza tra riff rallentati di scuola Evoken e momenti di pura atmosfera tastieristica sulla scia di certe contaminazioni di casa Esoteric si mescola a una personalità compositiva forte e matura, regalando lunghi momenti di riflessione e intimismo. All'interno di ciascun brano sono inseriti più elementi, tuttavia nessuno prevale sugli altri: interi minuti di chitarra pulita e tastiera si trasformano in modo del tutto naturale in riff granitici e sintetizzatori dagli echi psichedelici, mentre la voce di Danny alterna un ruvido cantato a passaggi di vero e proprio parlato, il tutto circondato da lunghi momenti di assenza puntellati solo da qualche sparuto verso in growl.

Se la parte strumentale è il risultato degli sforzi di tutti e tre i membri (cui, per la registrazione, si è aggiunto un bassista turnista), dal punto di vista concettuale l'album è, come accennato in apertura, farina del sacco del solo Danny. "Marrow Of Dreams" è un viaggio, corredato da foto meravigliose di paesaggi naturali, attraverso la sua mindcloud: gli angoli più reconditi e refrattari della sua mente obnubilata dal malessere, gli spazi nascosti all'interno dei quali, come esaustivamente raccontato nelle note centrali del libretto — un vero e proprio tema — il Danese entra in contatto con i suoi sentimenti e la sua essenza più vera. In questi luoghi, egli combatte la sua lotta contro gli eccessi, le deviazioni, la vita stessa. Uno dei mezzi più potenti, insieme all'affetto dei propri cari, è dato proprio dalla mente stessa: i sogni.