Gruppo: Mystons
Titolo:  Black Matter
Anno: 2014
Provenienza:  Finlandia
Etichetta: V.R. Label
Contatti:

Sito web  Facebook  Soundcloud  Youtube

 
TRACKLIST
  1. Coal Soul Woman
  2. People Of The Dark
  3. Let The Darkness Rest In Peace
  4. Ride
  5. Get Up
  6. King Of Rage
  7. In This World In Your Own Way
  8. In Heaven Or Hell With You
  9. Only You
  10. Echoes
DURATA: 37:23
 

Per il duo finlandese che si cela dietro al nome Mystons questa non è la prima apparizione su Aristocrazia: all'inizio del 2011 il nostro buon Mourning realizzò un'intervista e scrisse a riguardo del loro secondo album "Alkaem". Dopo aver sfornato, sempre nel 2011, un terzo disco intitolato "3", John e M tornano ora con un nuovo parto, "Black Matter".

L'anima compositiva dei Nostri è rimasta piuttosto caleidoscopica e la personalità della proposta ha ormai raggiunto un livello di maturazione assolutamente notevole; percorrendo la scaletta ci troviamo infatti di fronte a diverse sfumature, a più facce che formano però una sola, bellissima medaglia. Da una parte abbiamo pezzi come "In This World In Your Own Way", "Only You" e "King Of Rage" che mettono in mostra un Rock robusto e aggressivo, semplice e lineare, ma ricolmo di atmosfere deliziosamente scure a cui si aggiungono vari tipi di influenze: dal Doom (lo spettro dei Black Sabbath appare chiaramente in più di un'occasione) allo Stoner, dal Grunge a irriverenti e frequenti spinte alternative. Come contraltare, in episodi come "Ride", "Echoes" e "People Of The Dark" vengono ricreate forti venature Dark addirittura non lontane da certi Placebo; tale mistura viene poi rinforzata a dovere e incupita da uno sviluppo fumoso e maledettamente avvolgente.

Non è però finita qui, poiché nella semplicemente splendida "Let The Darkness Rest In Peace", in "Get Up" e in "In Heaven Or Hell With You", di pari passo con un serpeggiante dolore esistenziale, vengono a galla connotati affini a uno stile Gothic che sembra incrociare tanto i Type O Negative quanto i Christian Death: le vibrazioni emanate danno vita a scenari grigiastri, a esternazioni di una disillusione quasi sensuale.

Uno degli aspetti indiscutibilmente migliori di "Black Matter" è rappresentato inoltre dall'ottima voce di M che, pur mantenendo un timbro generalmente abbastanza uniforme, si dimostra davvero versatile, essendo in grado di assumere sempre le tinte dello spettro emozionale rappresentato dalla parte musicale, sia essa rabbiosa, malinconica, frustrata o languida.

In definitiva, questo è un disco veramente bellissimo, sfaccettato e che non va analizzato solo sul profilo musicale, perché criteri tecnici o di categorizzazione sono assolutamente marginali; è un'opera che deve essere semplicemente assaporata e vissuta. Dal canto mio, penso di poter affermare fin da ora che "Black Matter" finirà tra i cinque titoli che comporranno la mia personale classifica di fine anno. E voialtri credetemi, non perdetevelo per nessun motivo.