Gruppo: Astarium
Titolo: Atenvx
Anno: 2013
Provenienza: Russia
Etichetta: Metallic Media
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TRACKLIST
  1. Crepuscle
  2. Howl To The Curst
  3. Avernus Legion
  4. Spiral Of Purgatory
  5. Lycanthropy Seal
  6. Judicum Dei
  7. Realm Of Nykta
  8. In Stygian Bog
DURATA: 35:27
 

Il progetto Astarium nasce nell'estate del 2005 a Novosibirsk, terza città più popolosa della Russia e capoluogo del Distretto Federale Siberiano, per opera del solo SiN. Da allora sono stati rilasciati vari demo, split e quattro album, l'ultimo dei quali nel 2013 e oggetto della mia recensione.

La musica suonata è un black metal sinfonico dal sapore retrò, quindi le basi sono nel black metal più veloce e tirato partorito in Scandinavia, mentre le tastiere ricamano tappeti costanti con tonalità "organistiche" e talvolta con un gusto quasi horror, come si evince già dall'introduzione offerta da "Crepuscle". Dimenticate comunque il suono "bombastico" degli Anorexia Nervosa o le costruzioni complesse dei Dimmu Borgir e quelle gotiche dei Cradle Of Filth, perché qui è tutto molto più viscerale e diretto, a volte anche un po' ingenuo; con tutti i pro e i contro del caso. Da un lato abbiamo un approccio vintage schietto e puro emanato a tutta forza, una boccata d'aria fresca a dispetto dei tanti gruppi finti e costruiti; dall'altro ci si scontra con alcuni limiti oggettivi: nella programmazione della drum-machine; in un cantato che durante le fasi in growl sembra più adatto a un gruppo brutal molto ignorante, mentre in scream risulta "raschiato" più che graffiante, quindi non troppo incisivo; in brani scorrevoli, ma che faticano a colpire per la mancanza di qualche "colpo ad effetto" che resti in testa una volta terminato l'ascolto.

In generale per i momenti più furiosi potrei azzardare un paragone alla lontana coi brasiliani Spell Forest, però con le melodie appannaggio delle tastiere e meno variazioni compositive: qui l'atmosfera si mantiene mediamente più costante per l'intera durata della singola traccia, senza picchi. Una parziale eccezione è rappresentata dalla dinamica "Realm Of Nykta": una sorta di lunga cavalcata dai toni epici in stile Cirith Gorgor, che si avvale anche di semplici eppure efficaci note di piano. Viceversa quando la ritmica è più pacata, l'alone sinfonico-melodico cattura totalmente la scena.

"Atenvx" è un disco che possiede limiti oggettivi, più nella concretizzazione delle idee che nelle idee stesse, però fra un lavoro onesto e sincero, per quanto appunto condizionato da alcune pecche, e uno rifinito al dettaglio ma privo di anima, io sceglierò sempre il primo. E spero che voi facciate altrettanto trovandovi a vagliare due album con le caratteristiche citate.