Gruppo: Bloody Hammers
Titolo:  Under Satan's Sun
Anno: 2014
Provenienza:   USA
Etichetta: Napalm Records
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TRACKLIST
  1. The Town That Dreaded Sundown
  2. Spearfinger
  3. Death Does Us Part
  4. The Moon Eyed People
  5. Second Coming
  6. Welcome To The Horror Show
  7. Under Satan's Sun
  8. Dead Man's Shadow On The Wall
  9. The Last Alarm
  10. Necromancer
DURATA: 44:00
 

Esistono luoghi remoti nella polverosa America continentale, cittadine tranquille dove di giorno succede poco, ma quando cala il sole esce allo scoperto l'orrore, si scatena l'incubo. Notti di terrore nell'attesa che arrivi l'alba a scacciare finalmente le angosce fuori e dentro di noi.

Questo è il mondo delle dieci tracce di "Under Satan's Sun", quarto album di Bloody Hammers, progetto gothic-horror-rock dello statunitense Anders Manga. Manga porta avanti Bloody Hammers dal 1999, in parallelo alla sua nutrita carriera da solista. Dopo tre primi album prodotti da Sacrificial e Soulseller Records, il progetto approda a Napalm Records (Candlemass, Grave Digger, Moonspell).

L'ultima fatica discografica rappresenta un ulteriore tassello evolutivo nel suono Bloody Hammers. Nei lavori precedenti, come in "Spiritual Relics" del 2013 o nel disco eponimo dell'anno prima, si intravedevano i tratti sonori che trovano qui piena espressione: intro cadenzate e atmosfere cupe intervallate da riff claustrofobici nella migliore tradizione sabbathiana (vedi l'ottima "The Transit Begins" su "Spiritual").

Il riff di chitarra accordata un tono sotto o giù di lì che scandisce la prima "The Town That Dreaded Sundown" è un'ottima introduzione a un disco che non pretende di reinventare la ruota, ma fa un lavoro spesso, maturo, coinvolgente. A quattro decadi dall'uscita dell'omonimo Black Sabbath (1970), "Under..." è un'efficace dimostrazione di come sull'essenza di quel suono così semplice, senza fronzoli eppure efficace e di impatto, si possano costruire nuovi viaggi. Questo perché, di fatto, l'incubo è sempre attuale, e le angosce senza tempo.

Gli arrangiamenti di "Spearfinger" si mischiano egregiamente con la sezione vocale e, in modo particolare, con i cori. "The Moon Eyed People" e "Second Coming" portano lo sventurato ascoltatore ad addentrarsi nelle vie più strette di questa cittadina maledetta, in cui gli abitanti si chiudono in casa quando scende la sera, pregando che le luci del mattino li salvino presto dall'orrore – reale o psicologico che sia. Rende l'idea Manga che canta: "I'll be watching you inside your horror show". La seconda parte del disco perde rispetto all'inizio: una volta esauriti i primi pezzi molto validi, le idee sembrano calare di mordente e le ultime tracce risultano meno graffianti. "Dead Man's Shadow On The Wall" spicca una spanna sopra le altre.

Oltre ai Black Sabbath, il teatro dell'orrore di Alice Cooper trasuda dal disco: nella copertina, nei testi, nelle idee. In termini di sonorità, "Under Satan's Sun" calzerebbe perfettamente come colonna sonora delle avventure di Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo, se mai un fumetto potesse avere una musica d'accompagnamento.

E come in "Dylan Dog", se c'è un messaggio che l'intero album cerca forse di trasmettere all'ascoltatore è quello, tanto vero quanto impopolari sono le verità: il male non è là fuori. I veri mostri siamo noi.