Gruppo: FreaKings
Titolo: Gladiator
Anno: 2014
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST
  1. Kingdom
  2. The Day Will Come
  3. Gladiator
  4. Hate In Our Veins
  5. Till Death
  6. The Life
  7. Thrash Metal
  8. Atomic Idiocy
  9. Rod Of Gods Wrath
  10. Why
  11. False God
DURATA: 37:34
 

Non avevo ancora ascoltato il thrash metal degli svizzeri FreaKings, trio composto da Jonathan Brutschin (chitarra e voce), Simon Straumann (batteria) e Toby Straumann (basso) con all'attivo un demo cd prodotto nel 2009 e l'album "No Way Out". Non c'è comunque voluto molto a inquadrare "Gladiator", dato che in pratica inizia a martellare con "Kingdom" e tira dritto fino alla conclusiva "False God", con influenze evidenti di gente come Slayer, Exodus, Violator, in parte i teutonici Kreator e molti altri nomi noti pronti a far capolino in un disco che non fa prigionieri.

La proposta è decisamente energica, c'è tanta adrenalina riversata nel lavoro svolto dagli elvetici, come nella traccia che dà il titolo al disco, sorretta in fase di ritornello da un coro che intona possentemente Gladiator!, e dal brevissimo inno dedicato al proprio credo metallico "Till Death", il cui testo recita: we love this music / till death / play our instruments / till death / the answer of the question / till death, freaking is thrash / till death.

"Gladiator" è un disco massiccio e godereccio, di quelli che se ne fregano eccome dei fronzoli, a meno che non vogliate considerare tale l'assolo lievemente più melodico insito in "Thrash Metal"; è una di quelle uscite che punta a farti alzare il boccale di birra al cielo e improvvisare una bella serie di scapocciate fra amici. Certamente come tutti gli album di questo tipo ha i suoi difetti: i pezzi in più di una circostanza sembrano soffrire una dinamica ritmica arrembante ma poco propensa ad alterare le proprie movenze, pesante e quasi monolitica nel suo attacco. Del resto poi è ovvio che il già sentito sia una presenza inevitabile: da un lato in un paio di occasioni si sfiora anche il troppo già sentito e una prova potrebbe esservi data da "Hate In Your Veins" che ricorda non poco "Deathamphetamine" degli Exodus, eppure non riesco a fargliene una colpa, poiché il lavoro randella a dovere e ci serve una razione di thrash senza compromessi che non nego mi abbia divertito.

Nel caso in cui sentiste il bisogno di ricevere una bella botta di vita o necessitaste di un cd che sia capace di tenervi compagnia durante una sessione alcolica, prendete in considerazione la possibilità di chiamare in causa i FreaKings di "Gladiator". L'accoppiata dovrebbe proprio fare al caso vostro.