Gruppo: Sparzanza
Titolo: Circle
Anno: 2014
Provenienza: Svezia
Etichetta: Spinefarm Records
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TRACKLIST
  1. Bradycardia
  2. Pine Barrens
  3. Underneath My Skin
  4. Breathe
  5. Into The Unknown
  6. The Contract
  7. Enemy Of My Enemy
  8. As I Go Away
  9. Black
  10. Death Don't Spare No Lives
  11. Do What Thou Wilt
DURATA: 37:33
 

I motivi per cui una band raggiunge un certo grado di notorietà e un'altra non vi riesce possono essere i più disparati. Sicuramente il primo da tenere in conto dovrebbe essere collegato alla qualità della musica proposta, ma spesso e volentieri fattori terzi — come una promozione non fatta come si dovrebbe o la più classica sfortuna — penalizzano artisti che avrebbero meritato un riguardo maggiore: fra queste vittime vi sono anche gli svedesi Sparzanza.

La formazione scandinava ha da sempre tirato fuori dei buonissimi album: nata come una realtà inquadrabile all'interno del mondo stoner metal, è riuscita a evolversi di lavoro in lavoro e con quest'ultimo "Circle" siamo già al settimo della loro carriera. I musicisti dimostrano di possedere una malleabilità compositiva notevole e una capacità di modernizzarsi e di rendere più appetibile e fruibile il proprio suono non comune, per certi versi simile a quella in dote ai connazionali Mother Misery di "Standing Alone": una sorta di compromesso con il fattore commerciale che non ne mina però l'integrità.

Tale processo di mutazione aveva assunto piena forma nel precedente "Death Is Certain, Life Is Not", disco decisamente più pesante e dall'atmosfera scura rispetto a questo suo successore, trovando prosieguo naturale in un'uscita all'interno della quale spiccano le melodie, i ritornelli di buona presa e il lato meno irruento del gruppo. Prendete in considerazione brani come "Underneath My Skin", "Into The Unknown" e "As I Go Away". Non mancano però pezzi più classici, improntati sull'attitudine heavy e veloci quali "Enemy Of My Enemy", "Black" e "Death Don't Spare No Lives".

Gli Sparzanza si sono affinati e rifiniti, la prestazione corale è piacevolissima, mentre singolarmente è particolarmente apprezzabile la versatilità con la quale il cantante Fredrik Weileby imposta le linee vocali, alternando momenti dolciastri ad altri concitati, ad altri ancora in cui spinge sino a far apparire lo scream. Anche la produzione è altrettanto convincente ed è curata dagli stessi musicisti e da Rikard Löfgren, artista che troverete citato nei crediti del libretto informativo anche per ciò che concerne gli arrangiamenti di piano.

"Circle" è la fine di un'era? Probabilmente sì, è l'album che chiude un ciclo. Tuttavia al tempo stesso si pone come l'ennesimo punto di partenza di ciò che in futuro ci riserveranno gli Sparzanza. Per il momento continuiamo a godere quanto hanno prodotto sinora, poiché di roba buona per nutrire il nostro orecchio ce n'è davvero tanta.