Gruppo: Triste L'Hiver
Titolo: Faire Un Geste
Anno: 2015
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST
  1. Spark
  2. Drive
  3. We Are Two Stars Colliding
  4. Over
  5. Swells
DURATA: 23:07
 

Per la terza volta ospitiamo sul nostro sito Triste L'Hiver, one man band del Michigan che seguo dagli esordi e di cui già vi parlai a proposito dei primi due lavori, "Once Again" e "New Illusions". Nel tempo questa creatura americana è maturata, si è evoluta e ha assunto una forma personale, per quanto indubbiamente debitrice alle tendenze degli ultimi anni.

Blackwave è il termine che l'artista usa per descrivere la propria musica e che sta a indicare l'unione tra Black Metal e New Wave; troviamo inoltre forti influenze Shoegaze-Dream Pop a fare da collante tra l'aggressività del primo genere e l'orecchiabilità del secondo. Rispetto al passato, si può notare come gli anni Ottanta abbiano prepotentemente aumentato la propria presenza, con una batteria elettronica e un basso che spesso danno l'impressione di essere stati trafugati dai New Order di "Blue Monday"; i sintetizzatori hanno una provenienza temporale simile, ma suonano molto eterei, in modo da donare maggiore atmosfera alla musica.

Il lato più metallico della proposta mostra anch'esso differenze con gli album precedenti. Le parti di chitarra, ispirate al Blackgaze, sono maggiormente elaborate e non si limitano più a fare da semplice sottofondo; un aiuto viene dato anche dalla batteria, che in diversi passaggi accelera pesantemente, seppur mettendo in evidenza i limiti della drum machine (specialmente nell'ultima "Swells"); in questo caso, fortunatamente, i difetti non pesano troppo e la musica risulta comunque godibile. Per la voce, infine, troviamo uno scream che sostituisce il timbro caldo e sognante più tipico dello Shoegaze, un altro elemento che incattivisce relativamente il risultato finale.

Con una produzione casalinga che dimostra come oggi sia possibile ottenere risultati soddisfacenti senza grossi aiuti, "Faire Un Geste" si pone all'interno di una scena che spesso viene accusata — dal sottoscritto in primis — di essere fin troppo ripetitiva e noiosa, ma lo fa proprio in modo da non cadere in questi problemi. Ascolto e approfondimento consigliati a chi apprezza contaminazioni poco convenzionali del Black Metal, nel caso foste interessati è disponibile gratuitamente su Bandcamp.