Gruppo: Galar
Titolo: De Gjenlevende
Anno: 2015
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Dark Essence Records
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TRACKLIST
  1. De Gjenlevende
  2. Natt … Og Taust Et Forglemt Liv
  3. Bøkens Hymne
  4. Ljós
  5. Gjeternes Tunge Steg
  6. Tusen Kall Til Solsang Ny
DURATA: 49:31
 

Per il sottoscritto quello dei Galar è un lietissimo ritorno in scena, attendevo infatti con ansia il terzo capitolo discografico del duo norvegese composto da Slagmark e Fornjot, ancora una volta supportato dietro le pelli da Phobos. Ero curioso soprattutto di capire quale direzione avrebbe intrapreso e finalmente — dopo ben cinque anni di attesa — la risposta mi viene consegnata con questo "De Gjenlevende".

La natura di base del suono non è mutata, mi ritrovo difatti all'ascolto di un'opera black metal e folk in cui melodia ed epicità viaggiano a braccetto, nella quale la sensazione di avventurarsi in un percorso silvestre viene nitidamente scandita dalle note. Il concept ideato per darle vita ruota sulla componente folkloristica, elegiaca e ontologica pan-europea, sull'esistenza dell'uomo e del suo ciclico processo di trasformazione equivalente — o quantomeno paragonabile — a quello dell'alternarsi delle stagioni, con l'inverno a rappresentarne i momenti più duri da affrontare e l'inevitabile sfida con la morte, mentre la primavera identifica speranza e voglia di rinascita. Un passaggio dall'oscurità alla luce — e viceversa — mai interrottosi.

Se per più di un verso "De Gjenlevende" sembra proprio essere il prosieguo naturale di quanto realizzato con "Til Alle Heimsens Endar", da un altro è possibile notare come in questa circostanza gli Scandinavi abbiano preferito dare maggior spazio al versante più rude e ritmicamente spinto del genere, fornendo alla componente fosca dei brani una consistenza più netta, ma al tempo siano stati attenti nell'implementare e migliorare l'inserimento della strumentazione classica (il piano, un quintetto d'archi e un quartetto di corni) che sostiene la parte sinfonica del suono. La strumentazione in questione dà il meglio di sé nella traccia più breve e priva di prestazione vocale, "Ljós", ed è capace di donare fascino solenne e ancestrale alla conclusione della magistrale "Gjeternes Tunge Steg".

"De Gjenlevende" è un disco incantevole, un connubio perfetto di grazia e asperità, un'uscita che non fa registrare importanti pecche strutturali ed esecutive e si avvale di una produzione — svoltasi presso i Conclave & Earshout Studio — abile nel valorizzare il complesso quanto ogni singolo aspetto. Da evidenziare a esempio l'ottimo lavoro compiuto nel dar luce al basso, prova evidente di ciò è racchiusa nella canzone conclusiva "Tusen Kall Til Solsang Ny".

L'album si è ritagliato un posto fisso nei miei ascolti, non riesco quindi a far altro che suggerirvene caldamente l'acquisto: nel caso vi foste persi per strada i Galar, vi consiglio di recuperare anche i precedenti "Skogskvad" e "Til Alle Heimsens Endar", poiché non ne hanno sbagliato uno.