Gruppo: Igorrr
Titolo: Hallelujah
Anno: 2012
Provenienza: Francia
Etichetta: Ad Noiseam
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TRACKLIST
  1. Tout Petit Moineau
  2. Damaged Wig
  3. Absolute Psalm
  4. Cicadidae
  5. Vegetable Soup
  6. Lullaby For A Fat Jellyfish
  7. Grosse Barbe
  8. Corpus Tristis
  9. Scarlatti 2.0
  10. Toothpaste
  11. Infinite Loop
DURATA: 38:51
 

Quando a fine 2012 dovetti preparare la mia Top 5 per Aristocrazia, ammetto di aver avuto non poche difficoltà, ma in qualche modo riuscii a cavarmela, finalmente la mia classifica era pronta. Poi, a soli dieci giorni dal 2013, è uscito un album che mi ha stravolto (quasi) ogni certezza: considerando anche la data di pubblicazione, in quel momento mi sono sentito crollare il mondo addosso.

Catastrofismi a parte, il disco in questione è "Hallelujah" di Igorrr, personaggio che abbiamo già avuto il piacere di ospitare su queste pagine a proposito di un altro suo progetto, i Whourkr; il Francese si è ormai guadagnato una fama non indifferente nel panorama musicale, se qualcuno però ancora avesse dubbi sulle sue capacità, questo lavoro ne è la prova definitiva. Descrivere la musica in esso contenuta non è un compito semplice: le influenze provengono da mondi apparentemente distanti tra loro che qui confluiscono senza forzature in un sound personalissimo che fonde musica barocca, chitarre prese in prestito dal Black Metal e un uso dell'elettronica che trae ispirazione da varie correnti, principalmente dalla schizofrenia tipica della Breakcore.

Detto così può sembrare un minestrone di generi senza senso, invece fin dalle prime battute è possibile notare come il tutto scorra sorprendentemente senza fatica, come se per l'artista fosse completamente naturale comporre questa musica che al contrario risulterà quasi aliena ai più. Il trittico iniziale mostra alla perfezione le peculiarità dell'album: "Tout Petit Moineau" apre le danze su tonalità soavi, ma ben presto cambia totalmente forma con l'ingresso delle chitarre e della voce femminile che da limpida e cristallina diventa l'urlo incontrollato di una psicopatica; "Damaged Wig" alterna invece più volte le varie componenti, con una parte centrale che farebbe piacere ai fan degli Emperor e un finale grottesco all'inverosimile, mentre "Absolute Psalm" arriva a pescare dal Jazz e dal Death Metal. La successiva "Cicadae" inserisce sonorità non troppo lontane dal mondo latino-americano e si prosegue con la bizzarria di "Vegetable Soup" e della gallina che in essa offre un'interessante performance canora; ci sono poi la splendida "Scarlatti 2.0", con un finale devastante ispirato alla Dubstep, l'inquietante "Toothpaste" al limite con la Glitch Music e "Infinite Loop" che chiude alla grande il lavoro alternando parti sinfoniche di alta classe ad altre molto vicine al Death Metal.

Quanti generi ho nominato? Tanti? E non sono neanche tutti, Igorrr ha una certa abilità nel prendere le distanze da ogni stereotipo, lasciando che le influenze più disparate si mettano al suo servizio, con "Corpus Tristis" riesce anche ad addormentare la sua follia a favore dell'atmosfera e a questo punto mi chiedo: è realmente follia quella espressa in questa musica, o è forse una mentalità che riesce a liberarsi di ogni schema e che per questo risulta anomala al pensiero comune? Personalmente faccio fatica a credere che un pazzo (così definibile anche solo in senso artistico) possa riuscire a far apparire così ordinato questo caos di correnti stilistiche, mi sembra più il frutto di una personalità forte e senza freni.

Se avete voglia di ascoltare qualcosa di diverso dal solito, "Hallelujah" sarà sicuramente adatto alla situazione: qualunque siano i vostri gusti, potete stare certi che Igorrr saprà stupirvi. Inutile dire che, al contrario, gli amanti di sonorità più tradizionali possono tranquillamente starne alla larga, anche se, chissà, un lavoro come questo potrebbe risvegliare il nostro animo di sperimentatori.