Gruppo: Anthropia
Titolo: Non-Euclidean Spaces
Anno: 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: Adarca Records
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TRACKLIST
  1. Strange Aeons
  2. The Melancholy Of R.C.
  3. Silver Twilight Lodge
  4. The Part Of Them In Me
  5. Unknown Kadath
  6. Seeds Of Decay
  7. When The Stars Come Right
  8. Crawling Chaos
  9. The Snake Den
  10. Lost In Time And Space
  11. Fuoco
  12. Credits
DURATA: 70:21
 

Ammetto i miei peccati: tiratemi fuori un disco progressive metal con temi insoliti, voci espressive e tanti begli innesti diversi, e mi farete un metallaro felice. Che ci posso fare? Sono cresciuto a pane e prog, e quando Lucassen portò verso l'Olimpo il progetto Ayreon per me fu subito giubilo. Capirete quindi la mia grande curiosità all'annuncio di un progetto interamente basato sui miti di Cthulhu che prevede anche la partecipazione del buon Arjen.

Da qui spuntano gli Anthropia, gruppo francese di cui recupererò sicuramente il passato, essendo "Non-Euclidean Spaces" la quarta opera: un album sicuramente ambizioso, sia sul lato prettamente compositivo sia su quello tematico, nel suo riprendere una cosmologia tanto ampia per ricrearne una storia del tutto inedita. Benché i testi non possano chiaramente rispettare la stessa formula dei libri di Lovecraft, il prodotto finale è musicalmente notevole, alternando passaggi strumentali estremamente evocativi ("Unknown Kadath") ad altri basati interamente su giochi vocali in grado di ricordare culti segreti e rituali oscuri, come nella magnifica "Silver Twilight Lodge". E sono proprio le voci le vere protagoniste del disco, nonostante l'accento francese un po' marcato: l'ottimo accostamento di Hugues Lefebvre (mente e principale compositore del gruppo) e Nathalie Olmi (sgnoccolona di turno) si combina in soluzioni sempre interessanti, non necessariamente collegate a un personaggio in particolare, ma come parti di un coro più grande ("Crawling Chaos"). La storia di Randolph Carter, il protagonista del disco, è in fondo una storia complessa, che ricalca la sua gioventù e rende omaggio a Lovecraft con personaggi ed elementi presenti perfino nel bellissimo libretto e nella confezione che accompagnano il disco.

"Non-Euclidean Spaces" non è solo concetti, ma anche e soprattutto concretezza. Lefebvre dimostra piuttosto bene lo stesso incredibile talento di Lucassen — il quale partecipa anche come voce narrativa nel disco — nel creare melodie complesse tuttavia orecchiabili, che ricordano più gli Star One che gli Ayreon, quindi senza rinunciare a una buona quantità di distorsioni. Non solo, sono presenti anche innesti di piano, o addirittura una conclusiva "Fuoco" in pieno arpeggiato da far accapponare la pelle. Ottime altresì le linee di batteria e percussioni, ben mixate dallo stesso Damien Rainaud (il batterista del gruppo), così da offrire un suono tanto potente quanto chiaro per tutti gli strumenti.

Unica nota negativa è probabilmente la partecipazione di Edu Falaschi (ex-Angra, ora Almah) che — sinceramente — non solo rovina l'ottimo accostamento vocale degli altri due cantanti, ma partecipa perfino in uno dei pochissimi punti meno convincenti del disco ("The Snake Den"). Per il resto, un prodotto davvero notevole, consigliatissimo agli amanti del progressive più tecnico, a metà tra Ayreon e Dream Theater. Cthulhu fhtagn... ehm no, Bravo!