Gruppo: Viðr
Titolo:  Hedensk Skikk Og Tro
Anno: 2012
Provenienza:  Norvegia
Etichetta: Demonhood Productions / Duplicate Records / Neseblod Records
Contatti:

Facebook  Youtube  Reverbnation

 
TRACKLIST
  1. Kjøtt Og Blod
  2. Trolldom
  3. Ild
  4. Hedensk Skikk Og Tro
  5. Bergfolket
  6. Avgrunnens Menn
  7. Berserker
  8. Grantre Og Bark
  9. Strid
  10. I Skogen
  11. Hykleri
  12. Maanekult
DURATA: 50:22
 

Chiamatela ortodossia, voglia di vecchia scuola, di ispirarsi a ciò che fu, fatto sta che la musica come qualsiasi forma d'arte in genere e di pensiero umano si nutre spesso del passato per dare forma al proprio presente e programmarne il futuro, il black dovrebbe forse fare eccezione? Sappiamo benissimo che c'è chi prova a scindersi dalle correnti legate alle sonorità tradizionali, ma quanti invece riescono ancora a riproporre un black norvegese anni '90 che non sia soltanto una serie di riff e idee rubacchiate ai grandi? Pochi, davvero in pochi.

I Viðr (foresta in norvegese antico) si muovono all'interno del circolo underground dal 2008, dopo due anni hanno dato alle stampe il demo "Hedensk Skikk Og Tro" e altrettanti se ne sono dovuti attendere prima del debutto intitolato allo stesso modo, contenente però una scaletta maggiormente estesa e diversa, tant'è che del primo mini lavoro sono rimaste le sole "Avgrunnens Men", "I Skogen" e la titletrack. Gli scandinavi inoltre godono del triplice supporto offerto dalla Demonhood Productions, dalla Duplicate Records e dalla Neseblod Record.

Non abbiamo a che fare con una produzione lo-fi o roba da scantinato, né vi dirò che le ombre dei grandi gruppi che tutti conosciamo siano celate, impossibile evitarle perseguendo tali strade, è però invece plausibile impostare i pezzi in maniera tale che, pur tributando omaggio al passato, riescano comunque ad attrarre. Il quintetto si rivela abile in questo, riversando pulsioni 'n'roll e punkeggianti, mostrando come si possa essere molto orecchiabili senza perdere contatto con il feeling nero del genere, addensando atmosfere e aumentando il carico horror della proposta. Importante e indovinata la presenza delle seconde voci femminili affidate a Marita Vangen Bratteteig. Insomma i Viðr tirano fuori dal cilindro una serie di brani ben più che semplicemente apprezzabili, tipo "Kjøtt Og Blod ", "Trolldom", "Hedensk Skikk Og Tro", "I Strid" e "Maanekult".

Poco più su scrivevo di una produzione non di bassa fedeltà, è infatti più che discreta nei tratti distintivi, scartando quindi l'anacronistica visione rumoristica: le chitarre di Kuldegys e Broke sono grezze e ruvide quanto basta, l'assetto ritmico fornito dal basso di Eld e dalla batteria di Tulkas è reso decisamente corposo, con le dinamiche che risultano essere ben scandite, mentre la prova vocale di Hexzaldre, a tratti un po' canonica ma graffiante come da tradizione, è alquanto intellegibile. L'operato svolto prima nei 5th Elephant Studio e nei Conclave Studio di Bergen, poi proseguito con il master finito nelle mani di Devo Andersson (Marduk ed ex Endarker e Sargatanas Reign) agli Endarker Studio ha dato i suoi frutti.

Un difetto, non rilevantissimo a dire il vero, lo si potrebbe anche trovare, con tutta probabilità la scaletta fosse stata ridotta di un paio di pezzi, contenendo la durata complessiva intorno ai quaranta minuti, avrebbe favorito una fruibilità ancora più alta della prestazione, è altrettanto reale però l'assenza di riempitivi, che solitamente interrompono l'approccio emotivo con l'ascolto, quindi ci si può tranquillamente passar sopra.

Per coloro che non riescono a smettere di godersi il black suonato in stile anni Novanta, i Viðr sono da tenere d'occhio e un album come "Hedensk Skikk Og Tro" si candida a divenire un potenziale acquisto, pensateci su.