Gruppo: Orphans Of Dusk
Titolo:  Revenant
Anno: 2014
Ristampa: 2015
Provenienza:  Australia / Nuova Zelanda
Etichetta: Hypnotic Dirge Records / Solitude Productions
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TRACKLIST
  1. August Price
  2. Starless
  3. Nibelheim
  4. Beneath The Cover Of Night
DURATA: 27:19
 

Ogni anno vengono rilasciate migliaia di dischi, così ciò che fanno le fanzine cartacee, le webzine e i vari canali di comunicazione musicale aiuta a conoscere una minima parte di quanto viene prodotto. Di conseguenza è inevitabile perdersi qualche buon lavoro per strada, per poi ritrovarselo in un secondo momento.

Gli Orphans Of Dusk sono una di quelle tantissime creature che mi erano passate inosservate. Il loro ep "Revenant" venne pubblicato originalmente nel 2014 in solo formato autoprodotto e digitale, mentre ciò che mi trovo a recensire è un'uscita di stampo fisico supportata da un'accoppiata di etichette composta dalla canadese Hypnotic Dirge Records e dalla russa Solitude Productions.

La proposta del progetto australiano-neozelandese è un gothic-doom emotivamente saturo, le cui principali influenze di base sono identificabili negli indimenticabili Type O Negative di Peter Steele quanto nei Wood Of Ypres di David Gold, annettendo in certe situazione un'aura classica alla My Dying Bride-Paradise Lost e la capacità di infondere una tristezza grigia e malinconica tanto cara agli Shape Of Despair. I nomi chiamati in causa sono già tanti e farebbero pensare a un lavoro alquanto derivativo: di per sé non sarebbe ragionamento errato, se non fosse che G (voce) e James Quested (basso, chitarra e sintetizzatore) — il ruolo di batterista è ricoperto dal turnista Dan Nahum — possiedono la capacità compositiva ed espressiva di modellare pezzi in grado di raggiungere l'animo dell'ascoltatore. Ciò avviene in apertura con "August Price" che svela in toto le armi in dotazione al gruppo — iniziando dall'ottima fattura strumentale, passando poi per il piacevolissimo uso dell'alternanza fra voce growl e canto pulito dalla timbrica profonda e avvolgente — e si ripete con successo nella conclusiva e appagante "Beneath The Cover Of Night", traccia che più Type non si può.

La mezzora scarsa trascorsa in compagnia di "Revenant" non è di quelle episodiche: entrati in contatto con la musica degli Orphans Of Dusk, rimanerne incantati non sarà poi una cosa complicata. I ragazzi hanno realizzato un primo importante passo discografico, che per nostra fortuna è finito sotto il radar di gente attenta a tali sonorità. Non mi rimane quindi che augurare loro che ciò sia di buon auspicio per la creazione di un album di lunga durata quantomeno dello stesso valore, uno di quelli che valga davvero la pena attendere: in bocca al lupo!