Gruppo: Merry Go Round
Titolo: Merry Go Round
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST
  1. Dora's Dreams
  2. After
  3. Autumn's Days
  4. Poison Ivy
  5. Free Ride [cover Wildwood]
  6. Changeling
  7. To Die Of Fear
  8. Indian Rope Man [cover Riche Havens]
  9. In Search Of Lost Time
  10. Mesmerized Worlds
  11. Friday the 13TH [cover Atomic Rooster]
DURATA: 57:54
 

I toscani Merry Go Round nascono per volontà di due ex Standarte, Michele Profani (hammond, mellotron e moog) e Stefano Gabbani (basso), che nel 2013 mettono in piedi questa realtà, innamorata delle sonorità psichedeliche, hard rock e blues degli anni Sessanta e Settanta. A coadiuvarli ci sono i chitarristi Renzo Belli e Sandro Vitolo, il batterista Sandro Maccheroni e la cantante Martina Vivaldi.

Il loro album eponimo potrebbe definirsi un omaggio composto da appassionati che parrebbe rivolgersi ad altri appassionati, sarebbe però limitante ridurlo solo a questo. È possibile perciò riscontrare la classe e l'eleganza di artisti pionieri del movimento inglese come Quatermass e Atomic Rooster (questi ultimi tributati con la cover di "Friday The 13th"), così come quella di coloro i quali li seguirono per divenire poi pilastri storici, tuttora attivi, quali sono Uriah Heep e Deep Purple. Inoltre si incroceranno nomi meno noti alle masse ma imprescindibili per chi adora questo mondo, come Iron Butterfly (i Wildwood di "Free Ride" somigliano non poco alla band di San Diego) e Brian Auger (Brian Auger & Trinity e Oblivion Express), mentre in più di una circostanza si farà vivo un feeling emotivo che sa di Hendrix e Janis Joplin, indi libertà e passione che si mescolano. Tutto ciò accade tuttavia all'interno di una proposta che gode di un'espressività e di una musicalità genuine che potrebbero contagiare anche molte giovani menti.

L'impasto molteplice di nomi noti tirati in ballo — e dei tanti altri che potrebbero venirvi in mente — non intacca minimamente la qualità di una scaletta capace di brillare di luce propria, grazie alla stupenda prova di un Profani perfettamente in grado di esaltare l'ingresso dell'hammond e del mellotron, intrecciandoli con gusto e adeguatezza, evitando quindi di sbrodolare e sovraccaricare i brani; altrettanto avvincente risulta essere la prestazione della Vivaldi dietro al microfono, brava sia nell'impostare linee pulite al limite col cristallino che altre aggressive e decise. I due sono i fiori all'occhiello di un complesso che viaggia su livelli di intensità e coinvolgimento davvero notevoli.

Il tempo trascorre inesorabile, ma la vera arte rimane e i Merry Go Round hanno appreso e fatto proprio questo concetto, quindi eviterò di dilungarmi ulteriormente e non proseguirò descrivendovi singolarmente i pezzi, del resto "Merry Go Round" va assaporato nella sua interezza con calma e attenzione. È un lavoro che i cultori del genere probabilmente riterranno alquanto invitante e appagante, tuttavia rivolgo il mio invito all'ascolto a chiunque ami la buona musica: mi raccomando, una volta concluso non abbiate fretta, poiché i successivi attimi trascorsi in silenzio vi condurranno al vero finale del disco, nel quale è racchiusa una piacevole sorpresa.