Gruppo: Winds Of Disease
Titolo: Æsthetics Of Perversion
Anno: 2015
Provenienza: Svizzera
Etichetta: L'È Tütt Folklor Records
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TRACKLIST
  1. Path To Perversions - The Dawn Of The Last Pestilence
  2. Darkness Crawls, Nightmares Breed - Screeches In A Cosmic Nothingness
  3. Sadistic Sinner [cover Incubus]
  4. Interlude - Chthonic Dreams
  5. Filth, Disease And Disorder
  6. Sette Note In Nero
DURATA: 28:15
 

Lugano città amata? A questa domanda hanno ultimamente risposto di sì, soprattutto coppiette amatesi in pieno giorno sui bordi del lago al Parco Ciani. La stampa non si è presa cura di tramandare ai posteri se il romantico ritmo per raggiungere il climax fosse fornito dal Death-Thrash Metal dell'autoctono trio Winds Of Disease. Questa è la cronaca del suo primo lavoro.

L'lp è curato e fa davvero bella figura in collezione, con la struttura opaca della copertina. La vecchia scuola traspare con un inserto A4 pieno di foto e i testi stampati sulla busta in carta pesante contenente il vinile. L'appassionato di questo supporto farà qui bene a toglierlo dall'involucro cartaceo e a infilarlo in uno di plastica per evitare graffi.

L'impetuoso uragano di "The Dawn Of The Last Pestilence" rammenta di primo acchito con il suo stile asciutto e schietto i colleghi Blasphemophagher. Anche i Winds Of Disease basano le composizioni sulla tradizione, celebrando gli Ottanta con i classici di corifee come Possessed, Slayer, Sepultura, Necrovore e altri ancora. Il risultato è un miscuglio di velocità, precisione e violenza gratuita guarnita con tetri testi di morte e orrore. La voce arida come una giornata nell'Atacama assegna imperiosa gli obiettivi ai suoi assassini, completando così il brutale panorama. I musicisti hanno scelto di interpretare "Sadistic Sinner" degli Incubus per chiudere il lato A, cosa riuscita con bravura. La produzione molto nitida e artificiale — nei passaggi celeri il rullante sembra un fondo di latta — potrebbe infine essere criticabile in base ai gusti e alle abitudini di ascolto.

C'è poco da aggiungere: "Æsthetics Of Perversion" offre la colonna sonora ideale a chi desiderasse sfogarsi dopo la settimana lavorativa, sfasciando fino all'esaurimento delle forze scatole di cartone ammucchiate in cantina.