Gruppo: Gli Uffici Di Oberdan
Titolo: La Velocità Degli Anni
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST
  1. Due Bombe In Tasca
  2. Contronatura
  3. Vuoi Di Più
  4. China
  5. Perdo Tempo
DURATA: 16:09
 

Il rock italiano non è necessariamente il genere più trattato sulle nostre pagine, ma ciò non vuol dire che non rientri nei nostri interessi (come visto in passato con Sonnocolla e Concetto Etico tra gli altri). Come appare evidente, il nome della band in oggetto — Gli Uffici Di Oberdan — è ispirato al martire irredentista Guglielmo Oberdan, giustiziato dalla polizia austriaca nell'estate 1882 dopo essere stato arrestato prima di mettere in atto la sua missione bombarola.

L'apertura dell'EP intitolato "La Velocità Degli Anni", "Due Bombe In Tasca", è esattamente questo: il trio trevigiano salda il debito concettuale con l'Italia di fine '800, tracciando un parallelo con il presente. L'oscurità che si cerca di unificare, prendendo in prestito il pensiero dell'irredentista italiano, è infatti tanto reale e complessa per le persone quanto per il mondo esterno. Musicalmente, siamo di fronte a un calderone rock-punk-hardcore che a tratti ricorda Il Teatro Degli Orrori degli inizi e non credo sia un caso che l'onnipresente (nonché nostra conoscenza come Bologna Violenta) Nicola Manzan ne abbia curato la masterizzazione.

I testi, impegnati ma non ridondanti, si muovono proprio sul doppio binario di una trasformazione sia individuale che collettiva. Interessante l'immagine di una città sporca (presumibilmente soprattutto nell'animo) nella quale ormai «si pensa solo al tempo» (in "Contronatura"), lasciando fuori dal pensiero e dal dibattito qualunque altra questione. "Perdo Tempo" chiude i giochi in tre minuti con aggressive riflessioni sullo spreco di tempo ed energie nel fare cose irrilevanti, senza saperne nemmeno il perché, mentre anche il cantare e il suonare appaiono svuotati di senso. Il «ma non adesso» che conclude l'opera funziona come perfetta dichiarazione di intenti dei tre, che aprono ufficialmente la loro oberdaniana battaglia allo status quo.

Davide Cadoni (voce e chitarra), Davide Amadio (batteria) e Pasquale Rao (basso) sembrano già sapere come distribuire i loro sforzi all'interno della struttura dei pezzi, che ora danno più risalto a un elemento e ora a un altro. Questo è indice di un lavoro continuo e attento nell'arco dei loro pochi mesi di vita come band (Amadio è entrato in formazione solo a fine 2014).

Siamo davanti a un EP di cinque pezzi molto solido che lascia ben sperare per il futuro di una band che sembra intenzionata a esplorare diversi ambienti musicali (e concettuali). Il disco è anche disponibile in free download su Bandcamp.