Gruppo: Veligore
Titolo: Secret Cult
Anno: 2015
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Broken Bones Records
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TRACKLIST
  1. Horseman Of War
  2. American Black Metal
  3. Secret Cult
  4. Land Of Darkness
  5. Lucifer's Eyes
  6. Name Of Demon
  7. Moscwin's Dolls
  8. Eternal Suffer
  9. Ancient Evil
  10. Infernal Pursuit
  11. Sword Of Black Steel
DURATA: 50:10
 

Coerenza è una parola che può far male, una di quelle che può essere interpretata in più maniere, rappresentando in ambito musicale sia continuità d'intento e credo, sia una sorta d'immobilità stilistica e ferma convinzione nel professare la propria fede sonora che non ha intenzione di abbandonare le radici da cui trae ispirazione. Il rischio è quindi di amarla od odiarla.

I Veligore sono sicuramente una band coerente. Li avevamo conosciuti nel 2013 con l'uscita dell'album di debutto, una prestazione che omaggiava a più riprese gli anni Novanta scandinavi e ci consegnava operai del settore che ne avevano ben recepito gli insegnamenti. Il 2015 li vede rilasciare il secondo disco "Secret Cult", che conferma quanto possiedano un feeling nero interessante e un amore spassionato nei confronti della tradizione.

Cinquanta minuti di Black Metal ancora una volta indiscutibilmente ancorati al periodo d'oro delle produzioni nord-europee. Inutile chiamare in causa questo o quello, i grandi nomi influenti sul suono sono chiaramente riconoscibili, ma non per questo divengono un fardello capace di ridurre la scaletta a una misera riproposizione di minestra riscaldata. Al suo interno vi sono infatti episodi ricchi di quell'aura nera che contraddistingueva il genere agli albori, appetibili sia per ciò che riguarda l'incedere ritmico che le evoluzioni atmosferiche e dotati di una prova canora convincente a opera dal bassista Glor; mi riferisco ad "American Black Metal", "Secret Cult", "Name Of Demon", "Moscwin's Dolls" e "Sword Of Black Steel".

La formazione non sorprende e non è questo che le si chiedeva, quanto di proporre Black Metal che fosse degno di portare tale nome: operazione riuscita. Merito anche di un lavoro dietro al mixer più preciso, tuttavia lontano dal richiamare a sé quelle ondate di inutile pulizia che appaiono sempre più ingombranti e talvolta fuori luogo.

"Secret Cult" potrebbe soddisfare tanti e rianimare coloro i quali — compreso il sottoscritto — si sono presi l'ennesima brutta delusione ascoltando l'ultima vaccata partorita dai Gorgoroth. È aria gelidamente norvegese quella che giunge dal continente americano...