Gruppo: Ad Nauseam
Titolo: Nihil Quam Vacuitas Ordinatum Est
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Lavadome Productions
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TRACKLIST
  1. My Buried Dream
  2. Key To Timeless Laws
  3. La Maison Diev
  4. Into The Void Eye
  5. Terror Haze
  6. Lost In The Antiverse
  7. The Black Veil Of Original Flaw
  8. Superimposing Mere Will And Sheer Need
DURATA: 55:39
 

Il sottoscritto aspettava da parecchio gli Ad Nauseam, soprattutto perché in un'epoca ormai lontana consumò il lavoro di questi stessi ragazzi a nome Death Heaven, il più che valido e behemothiano "Viral Apocalypse", una delle prime produzioni di casa Punishment 18 (2007). Casomai foste anche voi in rapporti con detto disco, fate una bella cosa: tabula rasa. Il cambio di nome della formazione di Schio è più che legittimo: gli Ad Nauseam non sono i Death Heaven.

I Behemoth non esistono più, se non in minimissima parte, nelle elaborazioni della band vicentina, che degli albori del proprio percorso ha conservato solo e soltanto il macro-genere di riferimento. Dopo otto anni di gestazione, dal guscio è uscito qualcosa di totalmente altro. Il death metal di "Nihil Quam Vacuitas Ordinatum Est" è qualcosa di completamente diverso, ben più vicino ai Gorguts nelle loro propaggini meno frenetiche e più sulfuree. Un album liquido, inafferrabile, magmatico e di enorme atmosfera, in cui ogni contributo è amalgamato, quasi confuso, per raggiungere un risultato dannatamente straniante, al limite della psichedelia: batteria, basso, chitarra, voce, nulla è scindibile dal tutto e il tutto ha confini labili. Sicuramente si tratta di un disco complesso, che ha bisogno di tanti e tanti e tanti ascolti per svelarsi completamente, ma che allo stesso tempo riesce a conservare una certa accessibilità, sufficiente per non scoraggiare l'ascoltatore meno avvezzo a cambi di tempo repentini e soluzioni poco ortodosse. Che questi ragazzi fossero musicisti tecnicamente preparatissimi lo si sapeva già dieci anni fa, oggi i Nostri hanno portato la perizia strumentale alla corte del delirio.

Gli Ad Nauseam hanno però definitivamente vinto nell'immaginario e nell'iconografia che hanno adottato: un'illustrazione degna della più esoterica e avanguardistica corrente black metal (non ho detto io Deathspell Omega, l'avete pensato voi), un tappeto di suoni che potrebbe essere un repertorio di Captain Beefheart riletto dal già citato Luc Lemay e testi che fanno della psiche umana il proprio perno. Non fosse per qualche incertezza di troppo nella prosa inglese, staremmo sfiorando la perfezione.

Come se non bastasse, abbiamo avuto il grandissimo piacere di vederli sul palco del Brutal Assault poche settimane fa, protagonisti di un'esibizione maiuscola, segnale che la piazza internazionale si sta giustamente interessando a un gruppo che ha indubbiamente molto da dire. Insomma, solo plausi per gli Ad Nauseam.