Gruppo: Haar
Titolo: The Wayward Ceremony
Anno: 2015
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: ATMF
Contatti:

Facebook  Soundcloud  Bandcamp

 
TRACKLIST
  1. All Man's Redemption
  2. Sow The Seeds Of Decimation
  3. An Animus For Altered States
  4. The Burden Of Perdition
  5. The Wayward Ceremony
  6. Coronal Mass Infection
  7. Outro
DURATA: 57:56
 

Da un po' di tempo a questa parte stiamo assistendo a un'espansione del black metal nel Regno Unito, declinato nelle maniere più disparate. Tra gli altri, vengono in mente gli ovvi Wodensthrone e i Winterfylleth (visti al Brutal Assault 2015 in una esibizione positiva). Se l'Inghilterra si è ormai ritagliata il suo spazio in questo nuovo trend, è più raro imbattersi in un gruppo di spessore proveniente dalla Scozia.

Gli Haar si formano a Edimburgo sul finire degli anni '00 e si presentano al pubblico con due EP usciti nel 2010 ("Haar") e 2012 ("2012 EP" il poco fantasioso titolo). Le loro prime fatiche hanno attirato l'attenzione dell'etichetta italiana ATMF (che ormai conosciamo benissimo), permettendogli di dare alle stampe l'album di debutto "The Wayward Ceremony" e ricevere la visibilità che meritano. La copertina essenziale di Costin Chioreanu (già visto all'opera con grandi nomi come At The Gates e Sigh) già fornisce un'idea della conflittuale esperienza sonora che ci aspetta: carni e ossa contorte che gridano dal dolore su uno spoglio sfondo di monti grigi, un oscuro rituale di evocazione.

I testi scritti dal cantante Gareth Cook — notevolissimo il suo lavoro di scream nell'arco dell'album — sono principalmente incentrati sulla figura di Lucifero (come in "Sow The Seeds Of Decimation") e sulla fine del mondo (in "Coronal Mass Infection"), e in questo senso non aggiungono tantissimo al mondo concettuale di riferimento. La parte più interessante di questo lavoro è infatti la resa musicale, dove soprattutto le chitarre di Guillaume Martin e Chris Blom (che ha poi lasciato la band) scolpiscono ora con cura e ora con ferocia delle inquietanti figure demoniache che apriranno la strada al Portatore di luce. Siamo in un'area dissonante che ormai gli ascoltatori del genere conoscono bene, ma allo stesso tempo gli Haar riescono a evitare il rischio fotocopia con grande stile e personalità.

In sostanza, "The Wayward Ceremony" è un ottimo disco black metal — forse uno dei migliori esordi dell'anno per il genere — che non fa pesare in alcun modo la sua durata, grazie a una grande varietà e a una costante attenzione al dettaglio. Un altro ottimo colpo per la ATMF, che ancora una volta ci ha visto giusto: noi auguriamo agli Haar di proseguire su questo sentiero qualitativo e speriamo di vederli presto in concerto.