Gruppo: Trust
Titolo: Représsion
Anno: 1980
Provenienza: Francia
Etichetta: CBS
Contatti:

non disponibili

 
TRACKLIST
  1. Antisocial
  2. Monsieur Comédie
  3. Instinct De Mort
  4. Au Nom De La Race
  5. Passé
  6. Fatalité
  7. Saumur
  8. Le Mitard
  9. Sors Tes Griffes
  10. Les Sectes
DURATA: 40:18
 

Come parlare di Rock francese senza soffermarsi sui Trust? Nati nel 1977 a Nanterre, nei dintorni di Parigi, riescono in poco tempo ad accaparrarsi un contratto alla CBS, casa per cui incidono allo Scorpio Sound di Londra due dischi: uno eponimo nel 1979 e "Répression", pubblicato appena un anno dopo. Quest'ultimo, con ben ottocentomila copie vendute all'uscita, corona i Trust imperatori della musica dura francese! Per la prima volta, forse, un trentatré giri gaulois è anche stampato in versione inglese per i mercati d'Oltremanica e d'Oltreoceano. La popolarità alimenta voci sull'arroganza dei musicisti nei confronti di altri complessi; queste voci potrebbero essere vere, ma forse anche dettate dall'invidia.

La particolarità dell'allora quartetto è la vicinanza stilistica alla canzone d'autore. Sarà forse l'anno di nascita, il 1977, con il suo spirito Punk, sarà l'origine sociale degli artisti o il semplice fatto di essere francesi: le celeri frasi vocali raccontano solitamente una storia socio-critica e prendono il sopravvento sul resto, quasi relegandolo a un ruolo di comparsa. Le parole sono quelle usate da te e me, dirette, crude e ti sbattono in faccia la realtà della strada con tutti i suoi lati più duri. È una sorta di voce del Popolo. Questa è forse la radice più robusta dei Trust e del loro successo quasi immediato.

I ritmi briosi sostengono e trasportano i racconti del rude e arrabbiato cantante Bernie con frasi Hard Rock à la AC/DC dell'era Bon Scott, Heavy Metal tradizionale dei Led Zeppelin, Rock dei Pink Floyd o Rock'N'Roll dal sapore americano. Le fasi accompagnate da fiati o da un selvaggio pianoforte come in "Au Nom De La Race" sfociano in un concerto da Blues Brothers e sembrano un'ode all'operaio che, parafrasando il testo di "Antisocial", lavora per pagarsi la lapide. La lenta "Saumur" ci porta invece in un fumoso bar in cui il sabato sera una band suona, mentre al bancone di legno scuro, appiccicaticcio e consunto gli avventori sorseggiano annoiati alcolici da quattro soldi.

I Trust influenzeranno negli anni seguenti molti musicisti in casa e fuori. Si potrebbe ancora parlare degli Anthrax e dei loro omaggi al gruppo, ma questa è un'altra storia.