Gruppo: Mephorash
Titolo: 1557: Rites Of Nullification
Anno: 2015
Provenienza: Svezia
Etichetta: Odium Records
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TRACKLIST
  1. Riphyon - The Tree Of Assiyah Putrescent
  2. Phezur - Dissolving The Sea Of Yetzirah
  3. Cheidolun - Destroying The Blade Of Beriah
  4. Berberioth - Vandalising The Throne Of Atziluth
DURATA: 42:41
 

Poco più di due anni e mezzo fa, ospitammo già i Mephorash su queste pagine trattando il secondo disco "Chalice Of Thagirion", che ci venne descritto da Mourning come un buon prodotto, seppure parecchio derivativo. Dopo aver partorito uno split e un ep, la formazione di Uppsala ricompare su Aristocrazia con un terzo album — sovente indicato come quello della maturità — intitolato "1557: Rites Of Nullification".

L'introduzione di "Riphyon - The Tree Of Assiyah Putrescent" è solenne e maestosa, dai tratti neri e demoniaci, e ci fa iniziare un viaggio musicale che affonda le proprie basi filosofiche nei recessi più oscuri della cabala ebraica: tale fattore viene altresì confermato dal curato apparato grafico dell'opera. I Mephorash mettono infatti sul piatto una ricerca esoterica di evidente spessore, accompagnata da un Black Metal indiscutibilmente influenzato dai prodotti di gente come Funeral Mist (sempre siano lodati!) e Ondskapt, così come dalle caratteristiche più sulfuree del classico stile patrio; il tutto viene ulteriormente e uniformemente rafforzato con sezioni disarmoniche rimembranti certi Deathspell Omega e alcuni momenti più cavernosi vicini al Death Metal.

Nulla di nuovo sotto il sole, direte voi... Vero, ma credetemi se vi dico che è un nulla di nuovo certamente interessante. Gli scenari affrescati sono diabolicamente distorti da una viscerale propensione all'annichilimento spirituale e una caliginosa coltre ermetica sembra stendersi su composizioni affascinanti e spesso imponenti, vibranti di una primitiva energia indomabile, di un'empia sacralità che si agita all'interno di un macrocosmo scosso da ferali turbinii di soluzioni oscure e fiammeggianti. Il percorso circolare intrapreso dal gruppo svedese è di quelli che non lasciano spazio a compromessi, facendo sprofondare l'ascoltatore in un ribollente gorgo di atmosfere infernali e tormentate, traboccanti del più puro putridume divino: ebbene sì, questo disco potrebbe essere paragonato a una sorta di pozzo in cui sono stati riversati tutti i lati più turpi e cupi delle scellerate derivazioni rabbiniche del monoteismo abramitico.

I Mephorash hanno confezionato un lavoro assolutamente meritevole, all'interno del quale hanno dimostrato una crescita notevole che li ha resi in grado di padroneggiare, variare e combinare in maniera personale gli elementi della materia musicale maneggiata, costruendo atmosfere avvolgenti e perfettamente in linea con il filone concettuale dell'album, sapendo richiamare nomi altisonanti senza risultare da questi ultimi mai troppo derivativi: il tutto assume le forme di una prova verace, coinvolgente, ispirata, di ottima qualità e di grande impatto. Alla luce di quanto scritto, "1557: Rites Of Nullification" è caldamente consigliato a chi ama il genere in toto, ma anche e soprattutto a chi ricerca un Black Metal che sappia distinguersi, pur rimanendo sempre e comunque Black Metal.