Gruppo: Tankrust
Titolo: The Fast Of Solace
Anno: 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST
  1. DMZ
  2. Draw The Line
  3. Apollo Is Dead
  4. Autonomy
  5. Improvisation 28
  6. Dead Pools
  7. Barbarians
  8. Grow Some Balls
  9. 10:22
  10. Cleaver
DURATA: 35:57
 

I Tankrust hanno avuto una lunga gestazione come molti, tanto che pur essendo attivi dal 2006 hanno dato alle stampe il primo ep "Beyond Thresholds" solo nel 2013, mentre l'album di debutto "The Fast Of Solace" — del quale sto per scrivere — è uscito nel 2015.

Sin da subito metto in chiaro che non siamo di fronte a una band di novellini, i musicisti in questione hanno infatti trascorsi all'interno di varie scene (death, hardcore, thrash...) e hanno sicuramente attinto da quelle esperienze in fase di stesura dei brani, donando loro compattezza e una ben giostrata gestione degli influssi stilistici. Il risultato ottenuto è un album moderno che di tanto in tanto guarda al passato, prestante, carico di groove e fornito di un buon gusto sia per ciò che riguarda le intersezioni melodiche sia per ciò che concerne le divagazioni solistiche affidate alla sei corde di Garth. "Draw The Line" è la pietrata che mostra l'effettiva essenza del gruppo.

I Tankrust hanno eretto un bel muro sonoro, attraverso una prestazione che ci consegna una serie di brani intensi e brutali quanto basta per invogliare l'ascoltatore e indurlo alla scapocciata. A parere del sottoscritto quelli maggiormente meritevoli di attenzione e rappresentativi sono "DMZ", il già chiamato in causa "Draw The Line", "Dead Pools" e "Grow Some Balls".

La prova dei Transalpini è comunque ben più che soddisfacente sia che la si analizzi nel complesso sia che si valutino le prestazioni dei singoli. Queste ultime mettono in evidenza la bravura del cantante Kootoh nel gestire l'impostazione delle linee da inserire sul pezzo, alternando growl, scream e harsh, e la robustezza del comparto ritmico composto da Jules e Schiff.

In conclusione, i Tankrust non inventano proprio niente con "The Fast Of Solace" e non brillano di certo per la loro personalità. Pur essendo vero che dal 2000 a oggi album di questo genere ne sono usciti praticamente a migliaia e che molti sono finiti nel dimenticatoio, per l'incapacità delle band di forgiare un riffing quantomeno intrigante o per le odiose modifiche di stampo prettamente commerciale, in questo caso fortunatamente la situazione è diversa. Siamo di fronte a una prima uscita accattivante che fa di death, thrash e hardcore delle armi sfruttate con cognizione di causa: non vi stravolgerà la vita, tuttavia la buona compagnia è assicurata.