Gruppo: Deamon's Child
Titolo: Scherben Müssen Sein
Anno: 2016
Provenienza: Germania
Etichetta: Zygmatron Music
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TRACKLIST
  1. Das Vogellied
  2. Zucker
  3. Keine Zeit
  4. Geld
  5. Schweinehund Komm Tanz Mit Mir
  6. Monster
  7. In Kinderschuhen
  8. Nichts
DURATA: 38:00
 

I Deamon's Child possiedono un sound che ti frulla, letteralmente. Lo avevano dimostrato con un primo ep nel 2013, poi si erano confermati l'anno successivo con l'album eponimo, ora ce ne forniscono ulteriore riprova con questo secondo lavoro di lunga durata, sempre sotto Zygmatron Music, intitolato "Scherben Müssen Sein".

Trentotto minuti di musica convulsa, spietata, rumorosa e acida, nei quali vengono a galla tutte le correnti e le influenze che compongono il background sonoro del trio composto da Ana Muhi (voce e basso), Sven Missullis (chitarra) e Tim Mohr (batteria). Ci troviamo così a impattare con riffoni di matrice rock-punk, thrash, stoner, noise, psych, lisergici e alternative alla Ministry, con un incedere ritmico sempre e comunque pronto a mutare in corsa, imprimendo energia, intensità, groove e ampie dosi di atmofera, mentre il cantato irruento si contorce, esponendosi anche sotto forma di parlato e quasi come un pianto di piacere.

I Tedeschi non seguono uno schema compositivo preciso, perciò non credo sia un caso che nel loro girovagare fra i generi si possa riconoscere l'impronta profonda e chiaramente impressa lasciata da Roger "Buzz" Osborne (King Buzzo) e dai suoi Melvins, oltre a quella della band guidata di Al Jourgensen. È la follia del momento a guidarli, una totale libertà di azione che si concretizza in maniera intrigante all'interno di canzoni come la più heavy "Das Vogellied", "Keine Zeit", "Monster" (unica nella quale viene utilizzata, seppur in minima parte, la lingua inglese) e nella conclusiva e in parte drone "Nichts".

"Scherben Müssen Sein" è una scarica di piombo in pieno petto, il cui unico neo risiede nell'inserimento di un pezzo davvero poco convincente come "In Kinderschuhen". Due minuti di voce effettata in modalità «bambino narrante» che pare servano a introdurre l'ultimo tassello posto in scaletta, risultando però a dir poco superflui e in quanto tali evitabilissimi. Un errore di percorso che fortunatamente non incide sul complessivo valore positivo della gradita seconda prova elaborata dai Deamon's Child.

Per chi ama questo genere di uscite, un ascolto assolutamente da non lasciarsi dietro le spalle.