Gruppo: Marius Tilly
Titolo: Nebula Rising
Anno: 2016
Provenienza: Germania
Etichetta: String Commander
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TRACKLIST
  1. Dinosaur
  2. Danger
  3. Vespa
  4. Colder Below
  5. Animal Serenade
  6. Palooza You
  7. Solar Woman
  8. Orion
  9. Slender Man
  10. Revel Outer Space
  11. Son Of A Siren
  12. Nebula Rising
DURATA: 46:03
 

L'artista tedesco Marius Tilly e la sua band — composta da Benjamin Oppermann al basso e Max Wastl dietro le pelli — hanno virato stile in corsa, stando a quanto raccontato dal foglio di presentazione del nuovo album "Nebula Rising". Non ho avuto modo di ascoltare il disco precedente "Come Together", ma per l'etichetta String Commander il cambiamento risiede in un ampliamento delle influenze, che partendo da una classica base rock-blues adesso risentono della netta contaminazione della scena alternative. I nomi tirati in ballo come riferimento sono quelli di Led Zeppelin, Jack White, Black Keys e Rival Sons; tutte presenze decisamente riscontrabili all'interno dell'opera e alle quali dopo una serie ripetuta di ascolti mi sento di aggiungere almeno Jimi Hendrix, The Doors, il primo Chris Cornell solista e in parte il connazionale Conny Ochs.

La scaletta offre ritornelli da cantare a squarciagola e dai quali farsi trascinare o da ascoltare assorti (il primo impiantato nell'animata "Dinosaur", il secondo a rappresentare la componente impulsiva in "Danger", il terzo riscontrabile in "Animal Serenade"), situazioni più groove in "Vespa", psichedeliche e riflessive in "Colder Below" e di matrice similare ma fornite di una propensione al viaggio più estesa nella conclusiva "Nebula Rising". Col trascorrere delle canzoni, incrociamo anche episodi in cui aumenta il tasso atmosferico ("Palooza You"), la capacità di affascinare ("Solar Woman", che mi fa chiedere come suonerebbe una versione interpretata da Chris Isaak) e che diversificano il percorso musicale, tirando in ballo la Seattle grunge (la piacevole e in minima parte nirvaniana "Orion").

"Nebula Rising" è un buon disco, al quale si può recriminare l'assenza di due o tre tracce da traino che l'avrebbero reso un acquisto non indispensabile ma quantomeno consigliabile o al quale dare priorità. Invece si limita a intrattenere l'udito con una miscela rock che funziona e piace, tuttavia non conquistando mai del tutto. Marius Tilly e soci stanno però gestendo bene la fase di mutazione del suono e proseguendo su questa strada potrebbero trovare la chiave di volta che manca per accaparrarsi la piena fiducia del vostro udito, divenendo così una realtà sulla quale poter fare costante affidamento.