Gruppo: The Hounds Of Hasselvander
Titolo: Ancient Rocks
Anno: 2016
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST
  1. Trial Of The Dead
  2. Strange Movies [cover The Troggs]
  3. I'm In Trouble Again [cover Trooper]
  4. Midnight To Six Man [cover The Pretty Thing]
  5. Idealist Realist [cover Bang]
  6. Juke It [cover Boomerang]
  7. Primitive Man [cover Jerusalem]
  8. Teachin' Blues [Bob Seger]
  9. Cookbook [cover Damnation Of Adam Blessing]
  10. Sex Machine
  11. Come And Get It [cover Blue Cheer]
  12. One Eyed Trouser Snake Rumba [cover Humble Pie]
DURATA: 41:08
 

Joe Hasselvander e i suoi The Hounds Of Hasselvander tornano a farci visita su queste pagine. Avevo avuto modo di recensire "The Ninth Hour" nel 2012, un anno dopo la sua pubblicazione, mentre successivamente ascoltai "Midnight Howler" (2015). Adesso mi ritrovo fra le mani "Ancient Rocks", album di cover praticamente partorito dopo aver concluso le registrazioni di "The Ninth Hour", ma venuto alla luce solo in questo 2016, sempre sotto Black Widow Records.

Quando un artista, una band o più band si cimentano in un progetto simile, per il sottoscritto si prospettano tre possibilità: 1) domandarmi perplesso il perché di tale decisione, l'esempio lampante di ciò potrebbe essere identificabile nell'inutile serie di lavori dal titolo "Graveyard Classics" propinataci dai Six Feet Under; 2) apprezzare un tributo discretamente realizzato, prendo in considerazione quello dedicato ai Black Sabbath con i "Nativity In Black", soprattutto per ciò che concerne il primo capitolo; 3) incrociare qualcosa di talmente ben fatto e caratterizzato da riuscire a gradire l'esecuzione della cover come se fosse una proposta inedita, in tal senso un ottimo lavoro venne svolto dal progetto An Apple A Day con "Yes We Can".

"Ancient Rocks" è un omaggio che Hasselvander rivolge a quei gruppi degli anni '60 e '70, molti dei quali poco noti e fuori catalogo da un bel pezzo, che gli hanno fatto amare il rock e rientrano nel giro di formazioni che si potrebbero considerare quali promotrici delle sonorità proto-metal che adoriamo. Nell'occasione è accompagnato da una serie di amici-colleghi quali Martin Swaney e Paulie Kraynak al basso, T.C. Tollivet e Frankie Brando alla batteria, Russ Strahan alla chitarra solista in "Juke It", Jimmy Kunes alla voce in "One Eyed Trouser Snake Rumba" e il nostro Paolo "Apollo" Negri alle tastiere e organo. Si tratta di un omaggio che l'artista statunitense interpreta alla propria maniera, talvolta infondendogli maggiore risolutezza e quella profondità più scura classica del doom, tanto che se uno non avesse ascoltato nessuno dei brani proposti in versione originale non stenterebbe poi tanto a credere che possano essere farina del suo sacco. In fin dei conti questo signore vive da tanto tempo tale mondo di suoni e atmosfere e lo conosce sin troppo bene.

Non vi trascinerò in una lunga e tediosa disamina traccia per traccia, né mi dilungherò tessendo le lodi di una prestazione musicale impossibile da non trovare gradita per chiunque sia cresciuto avendo costantemente nelle orecchie musica delle due decadi nominate. In maniera leggermente parziale però non voglio esentarmi dal mettere in risalto l'ottima prova di Negri in "Juke It" e "Teachin' Blues", due degli episodi sicuramente più belli posti in scaletta.

Il disco in questione andrebbe dapprima assorbito, evitando di fare ricerche, prendendolo così come è, per poi usufruire di Youtube, magari andando di pari passo con la scaletta, e confrontarlo con quanto venne realizzato all'epoca dalle varie realtà chiamate in causa. In tal modo penso si possano comprendere al meglio il coinvolgimento e la naturalezza con i quali il complesso si cala in canzoni che potremmo di per sé definire prive di età.

"Ancient Rocks" è un diversivo intrigante e che ben si colloca all'interno della discografia dell'Americano, discografia che mi auguro si arricchisca ulteriormente. Rimanendo quindi in attesa di un'uscita costituita da pezzi nuovi di pacca, vi suggerisco caldamente di approfittare di questo anagraficamente attuale viaggio nel passato da effettuare in compagnia dei The Hounds Of Hasselvander.