Gruppo: Malevolentia
Titolo: République
Anno: 2016
Provenienza: Francia
Etichetta: Epictural Production
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TRACKLIST
  1. Protogonos
  2. Annuit Cœptis
  3. Völuspá
  4. Etemenanki
  5. Virtù & Fortuna
  6. Magnus Frater Spectat Te
  7. Requiem Aeternam Deo
  8. Alma Mater
  9. Qohelet
  10. Doxa
  11. Ordo Ab Chao
  12. Para Doxa
  13. Nocte & Nebula
  14. Eschatos
DURATA: 57:24
 

I Malevolentia hanno fatto le cose con calma e per bene, aspettando cinque anni prima di darci notizie fresche su una possibile nuova uscita. Quando meno ce lo aspettavamo, ecco pronto "République" per essere inserito nel lettore. Il disco è di per sé un'evoluzione raffinata e impreziosita di quanto esposto nel bell'atto precedente "Ex Obliveon", con un suono inequivocabilmente legato alla scena black metal sinfonica dei Dimmu Borgir che furono, imbellito da un alone gotico-ancestrale che tanto ricorda i Cradle Of Filth dei bei tempi andati. Al contempo sono state mantenute caratteristiche — tutt'altro che di fondo — come compattezza e cattiveria nell'imporsi, ad alimentare una prestazione magniloquente e regale quanto sinistra e ferale.

"République" ha quel gusto classico degli anni Novanta, è letteralmente ammantato da un'aura oscura che rimanda a quel periodo. Canzoni come "Völuspá", "Etemenanki", "Magnus Frater Spectat Te", "Qohelet", "Ordo Ab Chao" e capitoli minori quali sono la traccia introduttiva "Protogonos" e gli intermezzi "Virtù & Fortuna", "Doxa" e "Para Doxa" hanno tutto ciò che serve per rapire l'ascoltatore. Tutto pare funzionare senza che si riscontrino reali intoppi: in ambito vocale, il cantato seducente e malvagio della gentil donzella Spleen viene spesso e volentieri splendidamente coadiuvato dalla solenne ugola lirica di Céline Damotte; l'intelaiatura melodica proposta da Dies e Raido (Heimsgard) alle chitarre è davvero pregevole, il duo è abile pure nel ritagliarsi lo spazio per infoltirla ulteriormente con infiltrazioni solistiche di classe; la fase ritmica è altrettanto di livello, grazie al lavoro vario e incisivo del bassista Robin e del batterista J.C.Reiss, che riempie e scandisce i tempi dei brani con destrezza; anche le cesellature infine risultano valide, immettendo archi e fitte coltri atmosferiche.

Siamo forse al cospetto di un capolavoro? "République" è vicino a esserlo. I Francesi riprovano di essere molto al di sopra della media e di aver colto in pieno l'essenza del genere, proponendolo con eleganza e carattere, ancora una volta forti dell'equilibrio raggiunto fra la natura più minacciosa e nera del black metal e l'utilizzo in dose massiccia di tastiere e orchestrazioni, evitando rovinose cadute di stile o fraseggi che si possano definire pacchiani. Neanche il minutaggio — a dir la verità forse un tantino eccessivo — arreca danno a un'opera nella quale tutto passa decisamente in secondo piano una volta immersi.

I Malevolentia hanno dato vita a quello che sinora è sicuramente il loro miglior parto discografico, un album notevole sotto ogni aspetto e del quale non dovreste mancare l'acquisto. Anche la sezione grafica ha una sua considerevole valenza, le scelte cromatiche e figurative fornite per la realizzazione del digipak e del libretto informativo — contenente i testi (esclusivamente in lingua madre) e colmo di simbologia alchemico-massonica — si integrano bene con la componente musicale.