Gruppo: Witche's Brew
Titolo: Against The Grain
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST
  1. Lord Depression
  2. Bad Motor Scooter [cover Montrose]
  3. Devil's Bridge
  4. Show Me The Way
  5. No Sweat
  6. Madness
  7. Tattoo
  8. The Farmer
  9. Can You Dig It
DURATA: 56:23
 

I comaschi Witche's Brew hanno reso gli anni Settanta la propria ragione di vita e ora festeggiano col botto i dieci anni di attività, con l'uscita del nuovo album "Against The Grain", primo a cui prende parte il cantante-bassista Demis Bianchi. La band ci regala quasi un'ora di hard-southern rock sporcato di blues e psichedelia.

La musica è energica e dal gusto piacevolmente alcolico, supportata da una produzione potente e dall'approccio moderno, ma in grado di mantenere il feeling settantiano che scorre fluido. Pur nutrendosi dell'insegnamento impartito da nomi quali Blue Cheer, Deep Purple, Black Sabbath, Montrose (non a caso omaggiati con una bella e a tratti personale interpretazione del classico "Bad Mooter Scooter") e via discorrendo, non ne è succube, al contrario il carattere dei Nostri è palpabile.

"Against The Grain" fila davvero bene, partendo in quarta con la travolgente "Lord Depression", possiede un pezzo dal ritornello acchiappante come "Show Me The Way" ed è capace di stordire con la ripetitiva ossessività che si fa strada in "No Sweat", l'avvolgente e fasciante "Madness", l'animo più sleazy di "Tattoo" e la rocciosa prestanza di "The Farmer". Inoltre evidenzia l'ulteriore crescita di un gruppo oggi ancora più graffiante a livello compositivo, acido e trascinante rispetto a quanto proposto nel piacevole passato discografico.

Per quanto riguarda l'esecuzione c'è poco da discutere, il trio è preparato: Mirko Bosco con la sua chitarra infila un bel riff dietro l'altro, riprovando di essere anche un più che discreto solista; la base fornita da Demis al basso e Frankie Brando alla batteria è solida, massiccia e varia quanto basta; il Bianchi infine se la cava alla grande anche nel ruolo di cantante, sfoderando una bella prestazione dai tratti spesso ruvidi e mordaci. Sinceramente non credo di possa chiedere di meglio.

I Witche's Brew sono poche chiacchiere e tanto, ma tanto rock, a conferma del fatto che prima di rivolgere il nostro sguardo in direzione di panorami esteri — giustamente o ingiustamente esaltati — dovremmo dedicarci di più a curare e seguire le buonissime realtà che la nostra Penisola ci offre.