Gruppo: The Unknown
Titolo: In Search Of The Unknown
Anno: 2016
Provenienza: Iran
Etichetta: Club Inferno
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TRACKLIST
  1. In Search Of The Unknown Pt. 1: Into The Unknown
  2. In Search Of The Unknown Pt.2: Symphony Of Darkness
  3. In Search Of The Unknown Pt.3: Symphony Of Planets
  4. In Search Of The Unknown Pt.4: In Search Of The Unknown
DURATA: 41:05
 

L'ignoto è un tema che sarà sempre interessante: che sia in termini filosofici, scientifici, religiosi o che altro, un'opera artistica che cerca di dare una risposta a domande che ancora non ne hanno è in genere meritevole di essere approfondita.

Questa volta a offrirci qualche spunto di riflessione è il progetto The Unknown, ambiziosa creatura dell'iraniano Aria Moghaddam. In passato il personaggio in questione pare aver collaborato tra gli altri con il signor Daniel Cavanagh degli Anathema, mentre per questo debutto di maggiore durata si è avvalso di Kevin Pribulsky degli In Search Of e di Thomas Helm degli Empyrium; pare quindi che il ragazzo abbia connessioni di un certo livello, il che ci incuriosisce ancora di più.

"In Search Of The Unknown" si pone idealmente come un'unica traccia di quaranta minuti, suddivisibile però in quattro movimenti ben distinti; ognuno di essi esplora un genere diverso, mantenendo tuttavia una certa coerenza di sonorità, adattando quindi semplicemente lo stile espressivo al percorso concettuale che l'ascoltatore seguirà durante questi quaranti minuti di musica. Una sorta di Doom Metal sinfonico non troppo lontano da quanto proposto da Luna ci dà un breve benvenuto, per poi passare a un Ambient prima più orchestrale e poi più spaziale, concludendo il viaggio con un Post-Rock à la God Is An Astronaut con qualche tendenza metallica. Mentre la prima e l'ultima fase sono completamente strumentali, le due centrali sono accompagnate da lunghi monologhi, e qui purtroppo arriva il tasto dolente, da limitare comunque alla stesura di questa recensione: un po' per qualche difficoltà nel seguire un intero discorso in inglese, ma ancor di più per il missaggio che non sempre offre il giusto risalto alla voce, l'assenza di un testo da leggere seguendo la musica ha penalizzato parecchio la mia personale esperienza. Da quel che ho capito, credo si tratti di riflessioni sulla vita e sull'esistenza, non proprio due tematiche semplici, per cui eviterò di giudicare il lato concettuale e lascerò a voi il piacere di scervellarvi e di giudicarlo.

Limitandoci quindi alla musica, Aria si dimostra senza dubbio capace di comporre e di seguire un filo logico attraversando generi non così vicini fra loro, mantenendo come elemento costante l'atmosfera misteriosa e arcana che caratterizza la maggior parte dell'album. Le lunghe fasi Ambient non annoiano, anche grazie alle parti di spoken word recitate con maestria, che riescono a donare al tutto un tono introspettivo e riflessivo. Strumentalmente possiamo notare una passione per l'orchestra e per le colonne sonore, così come per il Rock e il Metal meno inclini all'aggressività senza fronzoli e più tendenti al movimento Post-.

Tutto sommato "In Search Of The Unknown" è un lavoro che riesce a destare la curiosità dell'ascoltatore: il suo valore musicale di per sé è un motivo più che sufficiente per avvicinarvi a una realtà che ha sfornato un debutto di tutto rispetto e che mostra già una maturità che non tutti gli esordienti possono vantare. Se in futuro avremo modo di approfondire le parole oltre che la musica — e in questo caso mi sembra un fattore fondamentale per poter dare un giudizio complessivo — saremo senza dubbio lieti di tornare a parlare di The Unknown.