Gruppo: Star Dancer
Titolo: Welcome To My World
Anno: 2016
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Star Dancer Records
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TRACKLIST
  1. Welcome To My World
  2. Earth Mother Dancer
  3. Great Sexpectations
  4. She's In Love With Joan Jett
  5. The Weed Don't Lie
  6. High & The Mighty
  7. Annie
  8. Unbelievable
  9. Intervenus Flytrap
  10. Before I Die
DURATA: 32:51
 

Lo hard rock di matrice ottantiana è uno stile che ogni volta sembra completamente morto, quando improvvisamente un tizio di Detroit, tale Robert Star, rinasce grazie allo Ayahuasca (leggere qui per maggiori informazioni) e decide di mettere su un progetto chiamato Star Dancer. Tutto a un tratto, il genere che aveva visto forse l'ultimo disco di un qualche rilievo in "Lipservice" degli svizzeri Gotthard (2005) sembra tornare d'attualità, oppure no.

Iniziamo dalla veste grafica, anche abbastanza curata, che include una foto di Star sul retro con in testa un non meglio precisato copricapo da capo tribù nativo americano. Purtroppo, questo è uno dei pochissimi elementi che rimandano ai concetti della cultura in questione, che non viene veramente esplorata (da notare il video, estremamente attinente, di "Welcome To My World" con una ragazza in costume da bagno). A una prima scansione, anche i titoli dei brani non fanno moltissimo per smentire quest'impressione iniziale ("Great Sexpectations").

Si comincia con la titletrack di grande piglio ottantiano, tutta Guns N' Roses, Bon Jovi e compagnia, e le cose continuano tutto sommato su queste coordinate con Star che si diverte a cantare in tutti i registri tipici del glam-hard rock. Dopo la citazione a Joan Jett della quarta traccia, arriva "The Weed Don't Lie", il pezzo forse più particolare dell'album con le sue atmosfere quasi psichedeliche e settantiane, si tratta probabilmente anche dell'unico brano che riesce a incanalare per davvero l'ispirazione nativo americana che teoricamente dovremmo percepire in questo lavoro. Il resto prosegue con qualche cenno alle chitarre di Mark Tremonti in "High & The Mighty" (con addirittura dei cori in stile gospel in sottofondo), la ballata acustica di rito ("Annie"), una cover di "Unbelievable" degli EMF che riprende a pieno l'atmosfera fra fine anni '80 e inizio anni '90 che pervade l'intera opera.

I trenta minuti circa di "Welcome To My World" scorrono via senza complicazioni o momenti particolarmente memorabili. Se eravate disperatamente alla ricerca di un po' di Bon Jovi o Joan Jett fuori tempo massimo, avete trovato esattamente ciò che cercavate. Per gli altri: ritentate e sarete più fortunati.