Gruppo: The Morningside
Titolo: Yellow
Anno: 2016
Provenienza: Russia
Etichetta: Solitude Productions
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TRACKLIST
  1. To The Last Point...
  2. As A Pilgrim
  3. Out Of Nest
  4. Missing Day
  5. Depot Only
  6. Clocks
  7. ...Then He Walked
DURATA: 48:50
 

I The Morningside sono un'eterna promessa che sinora ha pubblicato album di tutto rispetto (personalmente non ho disprezzato il tentativo di cambiare rotta con il forse troppo criticato "Letters From The Empty Towns" del 2014), ma non era ancora riuscita a mostrare la propria personalità, vittima dei richiami sin troppo evidenti a realtà maestre quali Katatonia e Agalloch. Viene quindi da chiedersi se il nuovo album "Yellow" abbia smosso le acque e la risposta è sì.

Da un lato abbiamo una band che sembra volersi ravvedere, tornando sui propri passi e sfoderando una prova che si muove in territori melodic death-doom e post-rock, mostrando nuovamente il legame che riconduce ai nomi citati e una passione per il panorama musicale inglese a tutto tondo; le atmosfere di "To The Last Point..." rimandano non poco allo stile Cure, alcune sezioni chitarristiche di "As A Pilgram" tirano evidentemente in ballo i Paradise Lost, mentre nelle fasi vocali interpretate in growl-scream Igor Nikitin talvolta assume inflessioni che ricalcano lo stile carcassiano di Jeff Walker. Dall'altro è possibile registrare come la maggiore distensione e attenzione nel modus operandi compositivo, adesso più ricercato e a tratti incalzante, e l'affinamento del settore prog del suono abbiano ispirato la realizzazione di pregevoli melodie riflessive e ipnotiche, dando piena luce a una calotta atmosferica in grado di ammantare completamente l'ascoltatore. Nella musica della formazione russa convivono egregiamente grigiore, malinconia e fiochi, ma calorosi, raggi di speranza.

Guardando al proprio passato, i The Morningside hanno ripreso a marciare in direzione di un futuro che spero li possa vedere maggiormente protagonisti e credo che "Yellow" sia il miglior segnale che potessero inviarci, uno di quei dischi che appassiona e trasporta la mente in un viaggio la cui compagnia è desiderabile. Si tratta di un lavoro che ben si adatta all'ascolto sia di coloro i quali non li hanno precedentemente incrociati, magari augurando diventi spunto per ripercorrere i vari passaggi discografici sin qui pubblicati, sia per chi, come il sottoscritto, li ha supportati e stimati sino a oggi. Non sottovalutateli.