Gruppo: Thy Worshiper
Titolo: Klechdy
Anno: 2016
Provenienza: Polonia
Etichetta: Arachnophobia Records
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TRACKLIST CD1
  1. Gorzkie Źale
  2. Wila
  3. Marzanna
  4. Halny
  5. Post Coitum
  6. Wschody
DURATA: 39:18
 

TRACKLIST CD2

  1. Zioła
  2. Słońce
  3. Grzyby
  4. Dziady
  5. Żywot
  6. Anielski Orszak
DURATA: 40:28
 

I Thy Worshiper l'hanno combinata grossa. Dopo avermi conquistato con "Ozimina", la formazione ha tirato fuori dal cilindro un altro grande lavoro dal titolo "Klechdy": un doppio album contenente dodici pezzi per ottanta minuti scarsi di musica e una prestazione di classe, sicura nello sviscerare e rivoltare un suono in cui convivono e si sostengono folk metal, pagan, estremismi di matrice death e black, e striature sia ambient che dal gusto jazz.

Non siamo dinanzi a una band che si snatura, bensì che progredisce, ripartendo da quanto esposto nella mini uscita precedente, con un focus migliore, dando contemporaneamente spessore e capacità di mutamento in corsa ai brani; fondendo il lato folcloristico, quello metal e quello ambientale in un'unica sostanza perfettamente amalgamata. Le prove di quanto affermato sono riscontrabili nella suggestiva stratificazione della vocalmente varia "Halny", nella spiritualità che affiora dalla viaggiante "Słońce" e nella semplicità con la quale coesistono groove di basso, sfuriate in blast beat, atmosfere dark e da colonna sonora in capitoli più estesi, contorti e mai noiosi come "Wschody" e "Dziady"; quest'ultimo è ispirato al poema romantico ottocentesco composto dal connazionale Adam Mickiewicz.

Maturità e consapevolezza di averla raggiunta: "Klechdy" è questo. Per quanto fluido e affascinante, non ci si trova di fronte un album al quale si può concedere un tempo limitato, poiché la lunghezza e la consistenza sono importanti, tanto che ho utilizzato le pause fra un pezzo e l'altro per riflettere su ciò che avevo appena udito. Ci sarebbero poi da approfondire le tematiche estrapolate dalle conoscenze popolari slave, ispirate dalla natura e dalle scie di forze negative che alimentano l'odierno malessere generale, le quali ben si adattano alle emozioni espresse dalle note. In altrettanta maniera sarebbero da assaporare le minuzie e l'inserimento costante di strumentazione extra-metal che ne arricchiscono il passaggio nello stereo. Per fare in modo che le dodici tracce diventino vostre, sono necessarie pazienza e attenzione.

L'arte dei Thy Worshiper è intenzionalmente raffinata, seducente e spudoratamente aggressiva. Essa si rivolge sia a chi ha già dimestichezza con le loro uscite, e non potrà che essere contento di aggiungere in collezione questo atto discografico, sia ai novizi che avrebbero modo di scoprire un sontuoso mondo musicale dal quale venire letteralmente consumati.